Il personaggio.

Maria Monsè e il tempo da vivere senza colpe 

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I 50 sono i nuovi 30? La risposta arriva dalla rassegna “Porto Cervo Libri”, promossa dal Consorzio Costa Smeralda, che questa sera alle 19.30 nella Spiaggetta del Sottopiazza ospita una riflessione sul tempo e sull’identità femminile. Protagonista è Maria Monsè, attrice, conduttrice, opinionista e volto amato del piccolo schermo fin dal suo debutto nei primi anni ‘90, che presenta il suo nuovo libro “I 50 sono i nuovi 30” (PAV Edizioni). Con lei sul palco ci saranno il giornalista sportivo Amedeo Goria e la psicologa Rossella Facchinetti, autrice del libro “Quando ho scelto me” (Autoritas Editore), con la moderazione della giornalista e psicologa Irene Bozzi Vecchioni. Abbiamo incontrato l’autrice in anteprima, per farci raccontare da vicino il segreto per vivere questa nuova maturità senza filtri e senza paure.

Maria, fin dal titolo il suo libro è una vera dichiarazione d’intenti. Che cosa significa per lei dire che “I 50 sono i nuovi 30”?

«Significa abbattere il pregiudizio che spinge le donne a colpevolizzarsi per il tempo che passa, come se invecchiare fosse una colpa. Questo libro non è un’autobiografia, ma dà voce all’esperienza di tantissime donne. Nel mio lavoro mi scontro quotidianamente con storie di chi preferisce nascondere la propria età; persino a me è stato consigliato di tacerla per non danneggiare la mia carriera. Ho scritto questo libro come atto terapeutico per scardinare questo tabù. Mi sono ispirata alla frase “Never play for the audience” di Paolo Crepet. Ho scelto di non agire più per compiacere gli altri e di circondarmi di persone autentiche».

Porto Cervo è un suo “luogo del cuore” dove festeggia traguardi familiari importanti. Qual è il suo rapporto con la Sardegna?

«La Sardegna ha il sapore di agosto, delle vacanze e della famiglia. È il luogo dove ritroviamo il piacere di condividere il tempo che durante l’anno manca sempre. Da quando è nata mia figlia Perla Maria, Porto Cervo è la tappa fissa delle nostre estati. Il suo compleanno cade in questo periodo e non potremmo mai festeggiarlo altrove. Qui abbiamo incontrato tanti amici diventati una vera famiglia estesa, con cui riscoprire il valore del dialogo e delle relazioni autentiche».

Guardando al percorso fatto finora: cosa direbbe alla Maria ventenne che muoveva i primi passi nello spettacolo?

«Le direi di credere sempre nei valori veri. Negli anni sono cambiata molto. A 20 anni ero concentrata su me stessa e riponevo una grande fiducia nello spettacolo. È un ambiente che mi ha dato tanto, ma anche momenti complessi. Questo mestiere è altalenante, l’importante è quello di rimanere sempre con i piedi ben piantati per terra».

E quale augurio dà, invece, alla Maria di oggi?

«Dopo aver attraversato tanti momenti difficili, mi auguro un po’ di sana tranquillità. Il regalo più bello che posso farmi è la possibilità di rallentare per concentrarmi sulla mia interiorità».

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