Formula 1.

L’Italia al volante di Kimi 

Antonelli trionfa in Giappone e va in testa al Mondiale 

Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp

Due pole position, due vittorie di fila e la leadership nella classifica del Mondiale. Se tre indizi fanno una prova, come diceva Agatha Christie, già si inizia a intravedere il possibile killer di questa stagione di Formula 1, che ha solo 19 anni e soprattutto è italiano: Andrea Kimi Antonelli. Il pilota aveva stupito tutti nella sua stagione d'esordio ma ora guida come un veterano una Mercedes al momento superiore a tutte le rivali, che però solo lui, vero George Russell?, sa portare al limite per vincere il Gp del Giappone dubito dopo quello della Cina.

Antonelli sullo storico tracciato di Suzuka ha sbagliato la partenza ma non si è distratto, ha approfittato del fortunoso assist della safety car, entrata prima di metà gara, per prendere il comando e staccare tutti, precedendo di quasi 14 secondi Oscar Piastri con la McLaren e un ottimo Charles Leclerc al volante della Ferrari. Solo quarto Russell, tenuto a bada nel finale dal monegasco, e ora staccato di 9 punti da Kimi, che si godrà la lunga sosta in vetta con 72 punti, contro i 63 del britannico, e da più giovane ad aver mai occupato quella posizione.

La gara

E dire che, dopo una partenza disastrosa, Antonelli era scivolato al sesto posto alla prima curva, superato dalle redivive McLaren di Piastri e Lando Norris, da Russell ma anche da Leclerc e Lewis Hamilton con le Ferrari combattive. L'italiano ha cominciato subito la rimonta, superando Hamilton e pian piano le due Mercedes hanno risalito la corrente, portandosi in testa al ventesimo giro con Russell davanti a tutti. Due tornate dopo, l'evento che ha rimescolato le carte, un incidente a Oliver Bearman, che per evitare di tamponare un Colapinto molto più lento è uscito di pista e si è schiantato sulle barriere ad alta velocità senza conseguenze. La gara è stata congelata dall'ingresso della safety car. In quel momento, però Russell aveva appena fatto il pit stop ed era finito indietro, al contrario di Antonelli, che è rientrato al volo per montare le hard ed è uscito dai box ancora in testa. Con la pista libera, ha accelerato portandosi a distanza di sicurezza dagli inseguitori e facendo segnare più volte il giro veloce con una W17 che pare progettata per lui. «Wow, che macchina che ho!», ha infatti urlato al team radio dopo il traguardo il primo italiano a vincere due gare di fila dopo Alberto Ascari nel 1952.

Come Russell, anche Leclerc ha pagato caro l'ingresso della safety car, che gli ha impedito di stare davanti a un Piastri tornato ai livelli della scorsa stagione dopo un inizio sfortunato, visti l'incidente che gli ha impedito di partire nel Gp d'Australia e l'assenza in quello in Cina per un problema tecnico. Se non ha potuto attaccare, Leclerc ha però saputo difendersi, respingendo i tentativi di Russell di soffiargli il terzo posto grazie ad una SF-26 ben bilanciata anche se non veloce come lui vorrebbe. Meno brillante è stato Hamilton, che ha lamentato problemi di gomme nel finale quando ha dovuto cedere la quinta piazza al campione del mondo in carica, più lento del compagno di squadra a trarre il meglio dalla McLaren. Ancora deludente, e sempre più arrabbiato, è Max Verstappen, che è finito ottavo alle spalle anche di Pierre Gasly con l'Alpine.

Ora ci sarà un mese di pausa, data la cancellazione dei Gp del Barhain e dell'Arabia Saudita. Antonelli si eserciterà sulle partenze, facendo qualche pensierino ad un sogno - «Troppo presto per pensare al campionato, ma siamo sulla strada giusta», ha detto a caldo – mentre a Maranello si lavorerà per avvicinarsi alle Mercedes e tenere a bada le McLaren, perchè un Leclerc così lo merita.

RIPRODUZIONE RISERVATA

Questo contenuto è riservato agli utenti abbonati

Per continuare a leggere abbonati o effettua l'accesso se sei già abbonato.

Accedi agli articoli premium

Sfoglia il quotidiano da tutti i dispositivi

Sei già abbonato?
Sottoscrivi
Sottoscrivi

COMMENTI