Il focus.

L’ex polo sportivo abbandonato 

Dagli allenamenti del Cagliari ai campi da beach soccer fantasma 

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Il Poetto da una parte, il parco di Molentargius dall’altra. Una posizione da togliere il fiato eppure, a vederlo oggi, l’ex centro sportivo dell’Ippodromo trasmette solo una profonda malinconia. C’erano i campi dove una volta si allenava il Cagliari, le partite delle giovanili rossoblù, gli spazi del beach soccer e i tornei internazionali. Oggi, invece, restano erba alta, strutture divorate dal tempo, spogliatoi fatiscenti e cancelli che si aprono soltanto in parte per l’unica attività sportiva sopravvissuta, il baseball.
A pochi passi dal mare, in una delle aree più suggestive della città, il tempo sembra essersi fermato. La fotografia è quella di un impianto fantasma mentre il futuro resta appeso a una serie di nodi amministrativi e giuridici che da anni bloccano qualsiasi vera riqualificazione.

Il nodo burocratico

«Quella è una delle aree più belle di Cagliari e vederla in quelle condizioni è un dispiacere enorme», ammette Michele Boero, presidente della Commissione Sport in Consiglio comunale. Dietro il degrado visibile a occhio nudo si nasconde infatti una vicenda complessa: gli ex campi non appartengono al Comune, ma fanno parte del compendio immobiliare della Società Ippica sarda, in liquidazione da più di sette anni. All’Amministrazione quindi non resta che utilizzare gli spazi attraverso un comodato d’uso (per 17mila euro l’anno) destinato alle attività sportive, ma la scadenza dell’accordo fissata per il 2026 rende impossibile qualsiasi programmazione a lungo termine. «Essendo queste aree in comodato – spiega Boero – noi non possiamo al momento fare alcuna concessione, perché queste devono durare almeno cinque anni». Un dettaglio burocratico che pesa come un macigno: senza una disponibilità certa degli spazi per un periodo sufficientemente lungo, nessun soggetto privato sarebbe disposto a investire le ingenti risorse necessarie per riqualificare impianti e strutture.

Gli interventi

Nel frattempo, ci si deve accontentare di interventi minimi. «Quello che si può fare oggi sono solo interventi tampone», sintetizza il presidente della commissione Sport. Il problema riguarda soprattutto le zone ormai inutilizzate, dove il degrado è diventato parte del paesaggio. Gli spogliatoi sono in totale stato di abbandono, l’area è completamente decadente e – all’apparenza - pericolante. Ma Boero ci tiene a precisare: «Non si tratta di cattiva volontà», ma del risultato di una «paralisi burocratica che si trascina da anni». E mentre i giorni passano, le recinzioni mostrano i segni del tempo e della salsedine, la vegetazione cresce incontrollata, nonostante gli sfalci periodici.

Progetti futuri

Dal Comune però arrivano messaggi di ottimismo. L’assessore allo Sport Giuseppe Macciotta conferma la volontà di mantenere la disponibilità degli spazi anche oltre la scadenza del 2026.
«L’obiettivo è rinnovare il comodato almeno fino alla conclusione della legislatura – spiega Macciotta – e utilizzare l’area per ospitare le società sportive che oggi non trovano collocazione negli altri impianti cittadini». L’acquisizione dell’area non è però tra le priorità dell’amministrazione, l’ipotesi su cui si lavora è quella di un bando “mini project” per il subcomodato d’uso.
Nell’immediato, l’attenzione si concentra sulla sicurezza e sul decoro. Su questo fronte l’assessore assicura una reazione rapida: «Interverremo a brevissimo per ripulire l’intera area d’intesa con il Servizio verde». Un primo e necessario passo per restituire dignità a uno spazio che continua a rappresentare un pezzo importante della memoria sportiva di Cagliari, in attesa di conoscere finalmente il suo futuro.

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