Era il tardo pomeriggio del 26 luglio 2023 quando le fiamme rasero al suolo parte del versante ovest del colle San Michele: un rogo di origine dolosa che costò al parco sette ettari di macchia mediterranea.
Due anni fa l’ex vice sindaco e assessore al verde pubblico, Giorgio Angius, parlava dell’inizio degli interventi finanziati con fondi del Pnrr attraverso il Ministero della Transizione ecologica che permisero di mettere a dimora, tra San Michele e Monte Urpinu, 32mila piante.
Ad oggi i lavori proseguono verso una lenta ripresa. «Quello di San Michele è uno dei 12 meravigliosi parchi cittadini che intendiamo valorizzare sempre di più, anche nell’ambito del progetto di riqualificazione urbana che vede protagonisti i quartieri attorno, e nell’ottica di creare una vera connessione tra tutti i parchi cittadini» rassicura l’assessora all’ecologia urbana Luisa Giua Marassi. «È ancora in corso un’attività di riforestazione, che speriamo dia buoni frutti, anche se il versante interessato dall’incendio è particolarmente difficile da proteggere per via della esposizione ai venti». Previsti tra gli altri progetti «un impianto di innaffiamento a goccia nei versanti da ripopolare» per favorire l’attecchimento delle nuove piante e possibili «interventi migliorativi ancora da definire».
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