Londra.

Labour, il ministro della sanità va via e sfida Starmer 

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Londra. Il dado è tratto, ora nel Labour la resa dei conti sulla leadership di Keir Starmer è solo questione di tempo. Dopo il catastrofico ko alle amministrative del 7 maggio il primo aspirante alla guida del partito e del governo sfida il premier. È il 43enne ministro della Sanità Wes Streeting, ambizioso esponente di ciò che resta della destra neo-blairiana laburista, ma capace di toccare la corde della demagogia e di un retroterra popolare da ex ragazzo di strada. Streeting è sceso in campo con un annunciatissimo proclama di dimissioni. Il partito resta spaccato fra destra e sinistra interne, ma la sfida di fatto è sul tavolo, come fanno sapere i suoi stessi sostenitori, assicurando che «Wes ha già il sostegno» di più di 81 deputati. Cioè ha con sé più di quel 20% necessario a obbligare Starmer a sottoporsi alla conta dei voti dinanzi alla base. Una sfida che comunque che il primo ministro insiste a dirsi pronto a raccogliere, nonostante i tentativi di convincerlo ad arrendersi e a fissare una data per passare la mano, accettando una transizione concordata (e non umiliante). A difenderlo restano alcuni ministri di spicco come la cancelliera dello Scacchiere, Rachel Reeves, che sottolinea il dato migliore delle attese sulla crescita dell’economia britannica dello 0,6% nel primo trimestre del 2026 e ammonisce i compagni a non «gettare il Paese nel caos». E intanto per Starmer spunta all’orizzonte un avversario temile, esponente dei progressisti della cosiddetta soft left. È il sindaco di Manchester Andy Burnham, secondo i sondaggi alla mano in grado di scalzare facilmente sir Keir e chiunque altro fra i dirigenti attuali. Ma per farlo dovrebbe prima rientrare in Parlamento attraverso un’elezione suppletiva. A gennaio il direttivo del Labour, espressione di Starmer, gli aveva impedito di farlo nel collegio di Gorton and Denton, ora però Burnham torna alla carica: ieri ha confermato che chiederà al partito l’autorizzazione a candidarsi per il seggio di Makerfield, nell’area di Greater Manchester. Il deputato che rappresenta quel collegio, Josh Simons, si è dimesso annunciando su X che lo fa «affinché Andy Burnham possa tornare a casa sua, lottare per rientrare in Parlamento e, se eletto, guidare il cambiamento che il nostro Paese invoca».

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