Il caso.

La Fifa difende Infantino ma spuntano i soldi all’amante 

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Roma. «Uno sforzo concertato e continuo da parte di alcuni per indebolire» l’organo di governo del calcio mondiale e il suo presidente Gianni Infantino. È l’accusa della Fifa che passa al contrattacco nella lunga “guerra” che sta infiammando l’estate calcistica. La federazione mondiale interviene, a gamba tesa, nelle polemiche che stanno travolgendo il suo massimo dirigente. Sullo sfondo la controversia sull’apertura, poi saltata, agli investimenti privati e, soprattutto, le prossime elezioni presidenziali. Infantino punta alla riconferma, la Uefa ha chiesto apertamente il suo allontanamento.

Nelle ultime settimane, il numero 1 della federcalcio mondiale ha dovuto affrontare le richieste di dimissioni motivate per il suo piano di apertura agli investimenti privati ed è stato anche oggetto di accuse da parte del tabloid inglese Telegraph di aver pagato una presunta amante mentre era alla Uefa. Infantino è stato segretario generale dell’organo di governo del calcio europeo dal 2009 al 2016. «Recenti resoconti giornalistici - si legge nella nota - hanno incluso affermazioni infondate e palesemente false riguardanti la Fifa e il suo presidente». Fifa «non sosterrà, faciliterà o tollererà alcun processo riguardante l’elezione del presidente della Fifa che sia incompatibile con lo Statuto della Fifa stessa, le procedure democratiche e il quadro di governance stabilito». «Coloro che non hanno il sostegno delle associazioni membri della Fifa - si legge ancora - non dovrebbero cercare di ottenere attraverso accuse, insinuazioni o disinformazione ciò che non possono ottenere attraverso i processi democratici consolidati della Fifa». Insomma, il riferimento al prossimo voto per il rinnovo dei vertici è esplicito. Alcune federazioni contestano anche la gestione del Mondiale Usa-Messico-Canada con accuse di favoritismi (il problema di visti, il caso Balogun e gli arbitraggi per l’Argentina). Ma a far scalpore sono le accuse di un presunto scandalo rivelato dal Telegraph: secondo il tabloid, Infantino avrebbe sfruttato la propria influenza per la promozione di una dipendente della Uefa con cui aveva una relazione. Il giornale ha aggiunto - senza rivelare le sue fonti - che la stessa dipendente ha ricevuto una «somma a sei cifre» alla sua partenza, oltre al pagamento delle tasse universitarie per una business school pari a circa 45.000 euro.

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