Fratelli d’Italia chiede alla maggioranza di abrogare la legge “poltronificio” introdotta nel 2021 quando al governo della Regione c’era lo stesso centrodestra. In realtà il Campo largo ha già fatto dei passi avanti verso la modifica di quel provvedimento tanto contestato. In particolare, la Giunta ha approvato un disegno di legge che interviene, cambiandoli, su alcuni principi della legge tanto voluta da Christian Solinas. Saranno questa, assieme alla legge statutaria su cui è al lavoro la commissione creata ad hoc in Consiglio regionale, le sfide su cui il centrosinistra si misurerà a partire da settembre e fino al termine della legislatura.
Priorità alle riforme, dunque, come d’altra parte chiede da mesi il Partito democratico. Il ddl della Giunta risale a maggio e ora si attende il passaggio in commissione Autonomia del Consiglio e poi in Aula. Tra le novità previste: più forza al segretariato generale, mentre saranno soppressi il Comitato per la legislazione e l’amministrazione, i Dipartimenti istituiti dalla legge regionale numero 10 del 2021 (la legge sugli staff, appunto) e il Servizio studi regionale. «Si tratta – aveva precisato a suo tempo l’assessore al Personale Sebastian Cocco – di un intervento organico di riforma finalizzato alla modernizzazione dell’apparato amministrativo, alla semplificazione e al rafforzamento dell’efficienza dell’azione pubblica».
In Consiglio
Quanto ai lavori della Commissione speciale sulla legge statutaria e sulle norme di attuazione presieduta da Piero Comandini, questo è lo stato dell’arte: c’è una sottocommissione che sta completando una prima bozza di proposta di legge regionale statutaria. Un intervento normativo a lungo atteso che dà attuazione a quanto previsto dell’articolo 15 dello Statuto e che colma un vuoto presente nell’ordinamento regionale.Il testo interviene sulla forma di governo, confermando l’elezione diretta del presidente della Regione, delinea i rapporti fra gli organi di governo e introduce la disciplina regionale in materia di ineleggibilità e incompatibilità. La proposta, inoltre, regolamenta gli istituti di partecipazione popolare, in particolare, l’iniziativa legislativa popolare e i referendum e, infine, definisce i rapporti con gli enti locali.
Sembra lontana, invece, una sintesi per una nuovo sistema elettorale. In proposito, lo stesso Comandini aveva detto che «serve un approfondimento su quella che deve essere la legge elettorale più adeguata a rispondere ai casi che si sono riscontrati nelle ultime due elezioni, visto che dal Consiglio sono rimaste fuori coalizioni e partiti per una manciata di voti».
Entro l’anno
Ad ogni modo, aveva annunciato sempre il presidente dell’Assemblea, «il 2026 sarà l'anno della nuova legge Statutaria», ha detto, «con l’adozione e la revisione di norme di attuazione già approvate ci avvantaggerà sia nei rapporti interni che in quelli con lo Stato, nella rivendicazione di una politica autonomista per una Regione forte e rafforzata dalle prerogative dello Statuto. Su questo campo dobbiamo essere pronti a contrapporci in ogni sede alle strumentali bocciature del governo di turno»
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