Una città sempre più multietnica. Dopo il drastico crollo post Covid, risale la curva degli stranieri - originari dell’Africa, dell’Ucraina e della Romania in primis - che si stabilizzano a Selargius: 583 quelli residenti in base ai dati Istat aggiornati a inizio 2025, il 2,1 per cento della popolazione, in aumento rispetto all’anno precedente. E c’è chi a Selargius - oltre al lavoro - ha trovato anche l’amore e messo su famiglia. «Esempi di integrazione riuscita che testimoniano anche come la nostra sia una città attrattiva», dice la vicesindaca Gabriella Mameli.
Il caso
In vent’anni la percentuale di popolazione d’origine straniera è passata dallo 0,6 per cento al 2,1 per cento, come certifica l’Istat: 164 nel 2005, 388 nel 2015, e 583 lo scorso anno. Arrivati da Ucraina, Romania, Nigeria, Bangladesh e Senegal in primis, contribuiscono ad abbassare la media d’età fra i selargini: la maggior parte sono infatti sotto i 40 anni.Fra i tanti che ormai sono radicati in città c’è Mamadou Mbengue, nato e cresciuto a Dakar, 59 anni e da 17 vive nella zona di San Lussorio: sposato, due figli, mediatore culturale con la passione per il calcio. «Selargius è una bella città, mancano spazi per l’aggregazione dei giovani, ma per il resto si sta davvero bene», dice. Arona Seck - per tutti Rone - ha 36 anni e qui ha trovato l’amore: una selargina, Stefania Mocci, diventata sua moglie per ora col rito musulmano.
Testimonianze
Senegalese d’origine, operatore socio sanitario a domicilio, vive in città da 9 anni: «I sardi, e quindi anche i selargini, hanno quella giusta diffidenza iniziale che sparisce una volta che conquisti la loro fiducia». Anche Juan Felix Chatelain de Armas, 62 anni, cubano, ha scelto Selargius insieme ai due figli: «Sono venuto nell’Isola in vacanza e me ne sono innamorato». Tanti lavori alle spalle, e ora gli studi per convalidare in Italia la laurea in veterinaria già presa a Cuba. «Sono storie che raccontano di esempi di integrazione perfettamente riuscita e testimoniano l’attrattiva di Selargius», dice la vicesindaca. «Ogni nuovo arrivato è ben accolto, un valore aggiunto nel caso di chi oltre alla nuova residenza porta alla nostra comunità culture differenti nel rispetto della nostra», sottolinea Mameli. «Questo è l’elemento basilare per la crescita di tutti».
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