Alghero.

La banda di Dalì, nuovo arresto 

In cella il presunto complice del giovane accusato dei colpi con la maschera 

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Dalle rapine messe a segno con il volto nascosto dalla celebre maschera di Dalì al progetto, mai realizzato, di assaltare un bancomat con il supporto di persone esperte nell’uso di esplosivi. Emergono nuovi particolari dall’inchiesta dei carabinieri della Compagnia di Alghero che ieri ha portato all’arresto del presunto complice del “rapinatore con la maschera di Dalì”, l’uomo che tra gennaio e febbraio avevano colpito diversi esercizi commerciali in città. Daniele Federico, 26 anni, è stato raggiunto da una ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Gip del Tribunale di Sassari su richiesta della Procura. L’ultimo sviluppo di un’indagine avviata dopo tre rapine e altre due tentate ai danni di supermercati, una farmacia, una tabaccheria e un negozio di elettronica. Colpi che avrebbero fruttato ben poco, circa 3mila euro, ma che avevano generato forte preoccupazione.

Le indagini

Il presunto autore materiale, Salvatore Santaniello, 24enne, era stato arrestato dai militari lo scorso 10 marzo ed è assistito dall’avvocato Danilo Mattana. Nel corso delle perquisizioni erano stati sequestrati gli abiti ritenuti utilizzati durante le azioni criminali e una replica di pistola priva del tappo rosso. Secondo gli inquirenti il giovane arrestato ieri avrebbe avuto un ruolo sia nella fase preparatoria sia in quella esecutiva di almeno una delle rapine, con sopralluoghi per fornire indicazioni. Le telecamere avrebbero ripreso i due giovani insieme a una ragazza. Per gli inquirenti parte del denaro sottratto durante le rapine sarebbe stato utilizzato per acquistare sostanze stupefacenti da spacciare nel mercato locale. Dalle indagini emergono anche altri progetti criminali che sarebbero stati presi in considerazione dal gruppo: dal piano per far saltare uno sportello bancomat nel centro storico, all’ipotesi di incendiare le auto di persone ritenute rivali, fino all’idea di mettere a segno una rapina in abitazione. Piani che non hanno mai trovato concreta attuazione grazie all’intervento tempestivo dei carabinieri. Al termine delle formalità di rito, il giovane, assistito dall’avvocata Patrizia Marcori, è stato accompagnato nella casa circondariale di Sassari-Bancali.

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