Ieri sera ha celebrato la sua prima messa, tra quelle mura dove ha pregato da ragazzino, vicino all’oratorio dove ha giocato, con altri bambini. E lui da piccolo sapeva già, nel suo cuore, che un giorno sarebbe salito su quell’altare. Una serata speciale per la parrocchia di sant’Ambrogio a Monserrato, e per don Leonardo Piras, appena ordinato sacerdote.
«Provo tanta gratitudine per il cammino fatto finora e gioia per quanto che si apre davanti a me: una nuova fase della mia vita, al servizio del Signore e della Chiesa nelle comunità che avrò la gioia di servire», sono le parole di don Leonardo, col volto illuminato d’emozione.
La gioia
Ventisette anni, sabato ha detto sì insieme ad Enrico Muscas, di Seuni, nella cattedrale di Cagliari, davanti all’arcivescovo e numero due della Cei monsignor Giuseppe Baturi.
Oggi i numeri raccontano di un calo delle vocazioni, e un nuovo prete diventa una notizia di una certa importanza: «Ma io non mi sento un’eccezione», afferma tranquillo don Leonardo, «in questi anni ho vissuto a stretto contatto con tanti altri giovani che hanno fatto la mia stessa scelta. Sono felice e riconoscente, perché penso che essere sacerdote sia la cosa più bella che potesse capitarmi. Certo ci possono essere tante cause della crisi delle vocazioni, è un discorso ampio». La sua fede però è granitica, così come la convinzione che la modernità non cancellerà mai il desiderio di Dio: «Il Signore ci ha promesso che non farà mai mancare pastori alla sua Chiesa. E così è sempre stato, da duemila anni a questa parte. Da parte nostra, non dobbiamo avere paura di parlare della vita sacerdotale, di proporla e soprattutto di testimoniarla con gioia».
La storia
Una gioia che per lui è cominciata fin da bambino nell’oratorio di sant’Ambrogio, anche oggi frequentatissimo da bambini e ragazzi, e forse proprio lì ha sentito la prima vocazione: «Grazie al parroco di allora, don Gianni Sanna, ho iniziato a vivere e a conoscere sempre più da vicino la vita della comunità cristiana – racconta andando a ritroso negli anni – . Lui ha saputo cogliere il mio interesse e la mia predisposizione, mi ha coinvolto nel gruppo dei chierichetti e in tante attività, dalla visita ai malati, alla catechesi, tante esperienze che col tempo mi hanno fatto pensare che anche io volevo essere felice così. Poi ci sono stati gli anni bellissimi del seminario, le relazioni e le amicizie che hanno rafforzato il mio desiderio, ma la vocazione in definitiva resta un mistero, anche per chi la riceve».
La prima messa
Ieri alla 19 la sua prima messa e l’abbraccio della comunità, con un piccolo momento conviviale. «Porterò il Signore Gesù, l’unico vero Salvatore. Il messaggio del Vangelo è sempre attuale. I tempi e i contesti cambiano e ci chiedono di proporlo con linguaggi e modalità diverse, ma la sua forza rimane sempre la stessa. Tutti in modi diversi cerchiamo Dio, la risposta al desiderio più profondo del cuore umano».
Il parroco
Per don Leonardo arrivano anche gli auguri del parroco don Marcello Lanero: «Ho visto iniziare il suo cammino da giovanissimo, don Leonardo è un ragazzo generoso, entusiasta, di grande sensibilità, che ha subito compreso la chiamata del Signore. E saprà portare la bellezza di questi valori unici, ovunque andrà».
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