È ormai un copione che si ripete puntuale ogni fine settimana e, come prevedibile, anche nei giorni di festa. Il Primo maggio al Poetto ha registrato il pienone: nonostante il vento forte e le alghe sulla riva, in tanti hanno scelto la spiaggia dei Centomila. Ma, come sempre accade dopo le giornate di grande affluenza, a fine serata arriva l’amara sorpresa. Cestini stracolmi e un fiume di rifiuti – cartacce, bottiglie, mozziconi – disseminati lungo tutta la spiaggia. Una distesa che, con il calare della sera, si trasforma in una «discarica a cielo aperto». A beneficiarne sono gabbiani e piccioni, che banchettano tra avanzi di panini e merende abbandonate, rovistando nei sacchetti di fast food lasciati sulla sabbia alla ricerca di qualche residuo.
Le proteste
«Troppi incivili e nessuno a vigilare», è il commento più diffuso tra i bagnanti. «I cestini ci sono, però ne servirebbero di più». Ma riguardo al Primo maggio «ci si aspettava anche di peggio».
In effetti, nelle ultime settimane il Comune ha intensificato le operazioni di pulizia, anticipando anche il posizionamento delle isole ecologiche e varando un piano (in partenza questa settimana) anti-degrado: pulizia fino alle 3 del mattino, maggiore frequenza nello svuotamento dei cestini, interventi quotidiani e una task force dedicata alle zone più frequentate.
Ma il bilancio resta,secondo molti, insufficiente. Luciano Spiga, titolare dell’Oasi, non usa mezzi termini: «C’è una maleducazione cronica, soprattutto tra i più giovani. Serve più vigilanza, più cartelli, più cestini». Gli operatori della pulizia sono al lavoro ogni mattina ma, secondo Spiga, «un solo mezzo non basta. La sera il panorama è indecente, una vera discarica a cielo aperto». Il problema, infatti, si concentra nelle ore serali: «È ridicolo che manchi una vigilanza costante. Gli incivili devono pagare, non può ricadere tutto sugli operatori. Il Comune si dimostra assolutamente insufficiente», conclude.
La pensa come lui anche Marco Spiga, che guardando alla zona vicina all’area panini dice: «Nonostante la presenza dei cestini, c’è tanta sporcizia, soprattutto vicino alle panchine dove si mangia. È fastidioso trovare rifiuti proprio lì. La gente è maleducata, su questo c’è poco da fare».
Botta e risposta
Donatella Marongiu, titolare del Twist, è più ottimista: «In quarant’anni abbiamo visto situazioni ben peggiori. Gli incivili ci sono sempre stati, ma vedo anche gli operai al lavoro ogni mattina. Servirebbero però più cestini». Tra i cittadini, le opinioni restano contrastanti e dal Comune arriva l’appello dell’assessora all’Ecologia urbana, Luisa Giua Marassi: «Gli sforzi dell’amministrazione non possono bastare da soli. Ogni gesto, anche il più piccolo, può fare la differenza. Prima di pensare che il Comune deve pulire pensiamo a non abbandonare i rifiuti per terra o sulla spiaggia e se il cestino è pieno, sarebbe più corretto portare il rifiuto a casa».
Sul tema Corrado Meloni, consigliere regionale di Fratelli d’Italia, attacca: «Oltre all’inciviltà degli adolescenti, ignari dei danni causati all’ambiente. Lo sceneggiatore principale di questo degrado è l’Amministrazione che dimentica la quarta fermata del Poetto, regno incontrastato della maleducazione e dell’inciviltà cittadina».
Zone off limits
E mentre il tema dei rifiuti resta centrale, non passano inosservati anche i segni lasciati dal ciclone: passerelle smontate, assi traballanti, aree recintate e cartelli che indicano “lavori di somma urgenza”. Interventi ancora incompleti che contribuiscono a dare un’immagine trascurata della passeggiata. Così il Poetto si presenta in due volti opposti: pulito e ordinato al mattino grazie al lavoro degli operatori, ma sporco e degradato la sera, ostaggio di comportamenti incivili. Un equilibrio fragile che, senza un cambio di abitudini e maggiori controlli, sembra destinato a ripetersi ancora.
RIPRODUZIONE RISERVATA
Questo contenuto è riservato agli utenti abbonati
Per continuare a leggere abbonati o effettua l'accesso se sei già abbonato.
• Accedi agli articoli premium
• Sfoglia il quotidiano da tutti i dispositivi
