Inviato
Seulo. In tanti, in troppi partirono con un biglietto di sola andata e una valigia in cui non trovava spazio la speranza. Dalla Barbagia verso l’Europa. Senza ritorno. La ferita dell’emigrazione non è stata ancora rimarginata, ma adesso affiora una prospettiva. «Quando si uniscono tradizione, mobilità e innovazione, allora sì, possiamo immaginare un futuro in cui restare nell’Isola non è una rinuncia, tornare non è un ripiego, innovare non è un lusso». Valeria Sanna, vice presidente dell’associazione Malik (sede a Gavoi, cuore che batte nel Nuorese intero) fa di tutto perché tra le generazioni future non ci siano più disterrados . Con un progetto che garantisce ai ragazzi formidabili strumenti di formazione, l’opportunità di viaggiare, maturare un’esperienza imprenditoriale all’estero e tornare nella propria terra sfruttando il patrimonio di conoscenze acquisito.
Sportello in spalla
Si chiama “Verso l’Europa: Sportello in spalla in Barbagia di Seulo” ed è promosso dal Comune di Seulo e da Malik, in collaborazione con i Comuni di Sadali, Seui, Esterzili e Ussassai, col balsamo dei finanziamenti dalla Regione. I sindaci ne hanno percepito l’importanza, il resto è venuto da sé. Decisiva la sensibilità dei ragazzi che hanno saputo cogliere al volo l’occasione di costruire un ponte tra il cuore dell’Isola e l’Europa.
Le voci
Sophia Dessì, 25 anni, da Esterzili è partita in Spagna, destinazione Murcia. «Là ho appreso nuove tecniche riabilitative attraverso la musico-terapia, alternativa rispetto ai metodi convenzionali. Esperienza nuova, stimolante». E fruttuosa. «Ho ottenuto certificazioni di valore europeo che possono valere molto anche a livello universitario». Lei studia farmacia ma non è detto che finisca dietro un bancone a vendere medicinali o in un laboratorio. «Le conoscenze che ho maturato in Spagna», conclude la studentessa barbaricina, «possono garantirti opportunità alternative».
Ha già trasformato la sua esperienza all’estero in un lavoro Riccardo Murgia, 26 anni, di Seulo. «Ho cominciato dall’Albania, ma l’esperienza più importante la ho vissuta in Slovenia, dove ho imparato a prendermi cura degli animali». Tornato al suo paese, con la compagna lettone conosciuta durante l’esperienza all’estero, ha fondato un’associazione, che si chiama Trashop. «Grazie a questa idea – spiega – le cose inutili di qualcuno possono trasformarsi nel tesoro di qualcun altro. Senza scambio di denaro».
Ambasciatori
L’esperienza europea è stata resa possibile grazie anche a una meticolosa e costante opera di informazione. Cinque giovani, uno per ciascuno dei paesi artefici dell’iniziativa, hanno guidato nel percorso i ragazzi che avevano voglia di Europa. «Grazie al loro lavoro e al supporto del progetto – spiega Valeria Sanna – 5 giovani della Barbagia di Seulo sono già partiti tra luglio e dicembre per esperienze Erasmus in Spagna e Repubblica Ceca. Altri 10 stanno per partire nelle prossime settimane verso Slovacchia, Spagna, Francia e Repubblica Ceca. Per molti di loro si tratta della prima esperienza all’estero. Per tutti è un passo che cambia la vita». Matteo Boi, 29 anni, imprenditore agricolo, vice sindaco di Esterzili, ha la delega, non casuale, da assessore ai rapporti con l’Unione Europea. È lui che si è occupato di coltivare e incentivare il sogno di compaesani che ambivano a maturare un’esperienza internazionale. «A noi – dice – questo progetto dell’associazione Malik offre una grande opportunità».
Con Matteo Boi hanno fatto da ambasciatori del progetto, portatori sani di un’idea, Stefano Gaviano a Seui, Samuele Farris a Sadali, Sara Ruzzoni a Ussassai e Matteo Agus a Seulo. Stessa missione, un solo obiettivo: mandare i propri concittadini in Europa con un biglietto di andata e ritorno.
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