la novità

Caveau e portavalori, sarà l’Antimafia a indagare sugli assalti 

La svolta nel Decreto sicurezza su proposta dei magistrati sardi 

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L’inasprimento delle pene per chi assalta i furgoni blindati e i caveau, ma anche un pesante giro di vite per tutte le rapine compiute dalla criminalità organizzata, con il trasferimento immediato delle competenze investigative dalle Procure circondariali (che nell’Isola sono Cagliari, Oristano, Nuoro, Tempio, Lanusei e Sassari) alla Procura distrettuale antimafia che opera con quattro magistrati nel capoluogo. È questa, in estrema sintesi, una delle grandi novità previste dal Decreto sicurezza approvato in questi giorni dal Governo, fortemente voluta dal capo della Dda sarda, Rodolfo Sabelli, e dal Procuratore generale di Cagliari, Luigi Patronaggio.

Già all’indomani del drammatico assalto armato al caveau della Mondialpol di Sassari di fine giugno 2025 (bottino 12 milioni di euro), i due massimi magistrati inquirenti dell’Isola avevano chiesto la possibilità di introdurre modifiche così da poter meglio contrastare un fenomeno che fa paura non solo in Sardegna: banditi che pianificano gli assalti in strade trafficatissime, sparando a tutto spiano con kalashnikov e altre armi da guerra, mettendo così in pericolo la vita non solo delle guardie giurate ma anche quelle degli inermi automobilisti. Dall’episodio di Sassari, dove agì una dozzina di banditi armati fino ai denti, erano iniziate le interlocuzioni con il ministero di Giustizia che ora ha inserito le novità nel decreto.

Da 10 a 25 anni

Le nuove norme valgono per l’intero territorio nazionale, ma sembrano cucite addosso ai recenti fenomeni criminali dell’Isola. Viene introdotto un nuovo reato, quello di rapina aggravata commessa da un gruppo organizzato, punito con pena base da 10 a 25 anni. Entreranno a far parte di questa fattispecie non solo le rapine commesse agli istituti di credito, uffici postali e sportelli automatici, ma anche gli assalti ai veicoli blindati per il trasporto di valori o ai locali attrezzati per la custodia di denaro e preziosi. Da subito questi reati saranno di competenza della Dda. Non solo.

Le pene saranno inasprite anche per i reati di rapina aggravata (628 cp, terzo comma), qualora sia dimostrato che il fatto è stato commesso nell’ambito di un’associazione a delinquere o al fine di agevolare l’attività di associazioni criminali stabilmente organizzate, o con finalità di eversione all’ordine democratico o di controllo del territorio. Una rivoluzione che modifica anche i termini di indagine, estendendoli, e rende più facile le possibilità di effettuare intercettazioni e per periodi più lunghi.

Il fenomeno criminale

In passato, purtroppo, anche dopo clamorosi assalti si è sempre verificato un problema di competenza investigativa: la rapina aggravata, se non si dimostrava la finalità di un reimpiego delle somme nel traffico di stupefacenti, di norma era di competenza delle Procure locali. Ora la stessa dinamica dell’assalto farà entrare in campo gli investigatori dell’Antimafia. In Sardegna, come hanno dimostrato alcune inchieste sfociate in importanti operazioni con decine di arresti, si sarebbero sviluppate nell’ultimo ventennio almeno tre bande specializzate in rapine ai portavalori, capaci anche di organizzare e mettere a segno assalti anche fuori dall’Isola. Gruppi criminali con capacità di fuoco di portata paramilitare e con la possibilità di arruolare, di volta in volta, manodopera modulare specializzata: ovvero uomini addestrati che passano dall’una o all’altra banda a seconda delle necessità. Una di queste aveva il quartier generale in Ogliastra (a Villagrande), le altre due in Barbagia (con basi a Desulo e Orgosolo). Associazioni criminali finite da tempo nel mirino degli investigatori della Dda che, però, almeno stando alle ultime indagini, non è escluso che possano in qualche modo essersi riorganizzate. Ora c’è la speranza concreta che la lotta a queste bande possa contare su regole e strumenti d’indagine più efficienti. E con pene pesantissime.

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