Vince su tutta la linea il Comune di Arzachena e, per ora, blocca i lavori del grande parco fotovoltaico di Naseddu, un grande impianto da 8 megawatt (superficie di circa dieci ettari) a ridosso della zona artiginale del paese. Il Tar della Sardegna ha rigettato un ricorso della società milanese Renewable Adventure 3: ai giudici era stato chiesto l’annullamento dell’ordinanza con la quale il Comune guidato da Roberto Ragnedda ha disposto la sospensione dei lavori di realizzazione del parco. Una prova di forza che è ben lontana dalla conclusione, un pezzo della battaglia legale (dall’esito incerto) che l’amministrazione arzachenese ha iniziato da tempo per fronteggiare la proliferazione degli impianti (eolico offshore e fotovoltaico) nel suo territorio e davanti alle spiagge della Costa Smeralda.
Doppia valenza
Il braccio di ferro sulle migliaia di pannelli di Naseddu ha una doppia valenza. Il Comune gallurese, rappresentato dall’avvocato Stefano Forgiarini, non solo aveva ordinato la sospensione dei lavori nel cantiere di Naseddu ma ha anche dichiarato decaduto il titolo abilitativo rilasciato dalla stessa amministrazione comunale nel marzo del 2022. Un cambio di rotta drastico, iniziato con lo stop al cantiere «per decorso infruttuoso del termine di inizio lavori».
Bloccare tutto
La prima questione posta dal Comune era quella dell’avvio dei lavori oltre il termine indicato dai permessi, ma successivamente con due distinti provvedimenti la stessa amministrazione comunale arzachenese ha rimesso in discussione (con annullamento in autotutela e in via definitiva) il Provvedimento unico autorizzativo del 2022. La società milanese Renewable Adventure 3 aveva chiesto l’annullamento perché «avendo riscontrato problematiche e difficoltà nell’approvvigionamento delle materie prime necessarie per la realizzazione dell’Impianto, in data 27 aprile 2023 la ha comunicato al Comune di Arzachena di avvalersi della facoltà di proroga biennale prevista dal Decreto Ucraina». Ma il Tar, dopo l’udienza del 29 gennaio, ha accolto gli argomenti dell’ente guidato da Roberto Ragnedda. I giudici hanno scritto che ormai non si deve più discutere dei termini scaduti, perché il Comune di Arzachena ha aperto un nuovo fronte ed in discussione non è la tempistica dei lavori, ma i presupposti stessi delle autorizzazioni già rilasciate. Ora, naturalmente, la società milanese potrà rivolgersi al Consiglio di Stato, ma nel frattempo nella zona di Naseddu non potrà essere piantato un chiodo. E si parla già di altri due ricorsi contro i provvedimenti dei dirigenti comunali di Arzachena.
L’esito di questo braccio di ferro ha un valore simbolico anche per gli altri centri della Gallura, ad esempio Luras, Tempio e Luogosanto, che hanno sul loro territorio iniziative già avviate per l’installazione di decine di migliaia di pannelli. Il sindaco Roberto Ragnedda in diverse occasioni pubbliche ha denunciato l’impotenza delle comunità sarde nell’azione di contrasto ai mega progetti dell’eolico offshore: il primo cittadino ha avviato tutte le iniziative legali consentite per incidere nelle procedure aurtorizzative di due grandi impianti (torri alte oltre 200 metri) davanti al litorale di Arzachena.
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