A Gonnesa il Puc ha avuto la meglio sulla costruzione di un parco fotovoltaico in area agricola. Il Tar ha respinto il ricorso della Branduzzo Energia, una società che ha presentato un progetto per un parco fotovoltaico a Moru Nieddu in una zona classificata E3, ovvero agricola, dal Puc gonnesino adeguato al Ppr.
Il diniego
Dopo il no del Comune di Gonnesa, motivato proprio con riferimento alle norme attuative del Puc, la società aveva presentato ricorso al Tar: il tribunale aveva già respinto la richiesta di sospensiva a ottobre 2024, ora si è pronunciato nel merito dichiarando inammissibile il ricorso e dando ragione al Comune di Gonnesa, difeso dagli avvocati Ottaviano Cui e Francesco Mascia. Il parco fotovoltaico a Moru Nieddu non si farà. Soddisfazione in Comune: è stata riconosciuta la linea dell’amministrazione comunale adottata per tutte le richieste di impianti rinnovabili, almeno una decina, che sono arrivate al palazzo di via Sant’Andrea. «Abbiamo sempre dato parere negativo a tutte le richieste, non perché siamo contrari alle energie rinnovabili – dice il sindaco di Gonnesa Pietro Cocco – ma perché le società vorrebbero installare i parchi in territori per cui il Comune ha programmato uno sviluppo diverso. Noi crediamo invece che il nostro Puc, adeguato al Piano Paesaggistico regionale, debba avere la priorità nella programmazione del territorio comunali e questo ha riconosciuto la sentenza del Tar che ora potrebbe fare scuola nei casi simili con Puc adeguati al Ppr». Il progetto del parco a Moru Nieddu ricadeva in zona E3: secondo le norme di attuazione del Puc gonnesino in quelle zone i pannelli fotovoltaici possono essere installati solo sui tetti (purché non si tratti di edifici storici), non a terra in piena area agricola. Le norme di attuazione sono state il punto di forza del no al fotovoltaico in quanto, si legge nella sentenza del Tar, «il Puc del Comune di Gonnesa, adeguato al Ppr, non prevede un divieto assoluto e generalizzato di installazione di impianti di energia rinnovabile», ma ammette i pannelli fotovoltaici in area agricola sui tetti dei fabbricati non storici. Per gli impianti di rinnovabili sono stati individuate le aree D industriali.
Regole certe
«Ringraziamo gli avvocati che hanno difeso le nostre ragioni – dice Cocco – con questa sentenza il tribunale ha detto che le norme tecniche di attuazione del nostro Puc non stabiliscono divieti assoluti in tema di impianti di rinnovabili ma definiscono regole certe e coerenti con il Ppr. Questo significa che la procedura dell’adeguamento è stato un atto amministrativo corretto e lungimirante». Alla pronuncia di inammissibilità del ricorso hanno contribuito anche le caratteristiche archeologiche della zona, ricca di testimonianza storiche. Anche se non ci sono vincoli archeologici diretti, il perimetro di tutela del nuraghe Murru Moi si trova a 240 metri dall’impianto, il nuraghe Moru Nieddu a 320 metri.
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