«Sono stato accusato di aver dato una notizia non verificata, in realtà ho detto che stavamo verificando una notizia, cosa completamente diversa». Sigfrido Ranucci è tornato così sul caso della grazia a Nicole Minetti e sull'accusa al ministro Nordio di essere stato nel ranch in Uruguay di Giuseppe Cipriani, compagno dell'ex consigliera regionale lombarda, che gli è costata una lettera di richiamo dalla Rai.
«Un eccesso»
«Sicuramente sono caduto in un eccesso, mi copro il capo di cenere. Tuttavia non ho dato una notizia non verificata», ha detto il giornalista, che ha ribadito l'intenzione di affrontare il giudizio a sue spese, senza la tutela legale della tv di Stato, in caso di denuncia del Guardasigilli. «È sua legittimità, lo faccia», ha sottolineato oggi Ranucci, ospite di un incontro sulla legalità in una scuola superiore di Trani, sulla possibile azione risarcitoria nei suoi confronti da parte del ministro Nordio, che ha smentito di essere stato nel ranch di Cipriani.
«C'è stata una strumentalizzazione politica, non da parte mia, però io vado per la mia strada, continueremo a fare giornalismo d'inchiesta», ha sostenuto il conduttore, ribadendo di non voler «esporre l'azienda che gestisce soldi dei cittadini a dei rischi». Intanto, in attesa che le indagini dell'Interpol facciano il loro corso e la Procura Generale di Milano stabilisca se nell'istanza di grazia della Minetti ci siano state delle anomalie, continuano le polemiche. Report ha anche ventilato un coinvolgimento di Giusi Bartolozzi, ex capo di gabinetto del ministero, nella gestione della grazia: lei smentisce, ribadendo di non conoscere «i signori Cipriani, padre o figlio che sia, né tantomeno la signora Minetti. Non ho mai parlato con loro ne li ho mai incontrati».
L’intervista
Sulla puntata di Report sono intervenuti anche i legali della Minetti: «Smentiamo categoricamente - scrivono in una nota il professor Emanuele Fisicaro e l'avvocato Antonella Calcaterra, in riferimento all'intervista del giornalista del Fatto Thomas Mackintosh - che i fatti, per la verità riportati con grande genericità e approssimazione dal giornalista, abbiano una qualsivoglia aderenza con la realtà».
Delle modalità dell’adozione del bimbo uruguaiano ha parlato anche il compagno di Minetti, l’imprenditore Giuseppe Cipriani, in un’intervista al Corriere della Sera: l’adozione, ha assicurato, è stata perfettamente legale. «Ci abbiamo messo quasi quattro anni, per rispettare la procedura: giudici, assistenti sociali, psicologi», ha detto: «L'Uruguay non è un Paese delle banane, è un posto dove vengono fatte le cose seriamente».
Questa bufera, ha aggiunto, «ha distrutto Nicole», ma è basata su «notizie false», per cui alla fine della vicenda «chiederemo i danni». L'imprenditore ha spiegato che il piccolo «doveva essere monitorato personalmente» da Minetti, che «se avesse avuto l'affidamento in prova, non sarebbe potuta andare all'estero, né stare con suo figlio». E parla di «atto d'amore» da parte del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. L'imprenditore ha poi smentito che Nordio sia amico suo e del padre, e ridimensionato la conoscenza con Jeffrey Epstein, negando di aver ricevuto un prestito da lui.
RIPRODUZIONE RISERVATA
Questo contenuto è riservato agli utenti abbonati
Per continuare a leggere abbonati o effettua l'accesso se sei già abbonato.
• Accedi agli articoli premium
• Sfoglia il quotidiano da tutti i dispositivi
