Difesa

«Dimonios, baluardo di pace» 

Il presidente: l’Italia è riconoscente alla Brigata Sassari in Libano 

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I militari italiani lavorano per la pace nonostante oggi sia quasi una missione impossibile. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella lo sa, conosce l’impegno di chi opera con la bandiera tricolore e i quattro mori sulla divisa e ne esalta il valore. L’elogio è tutto per i fanti sardi della Brigata Sassari. «Il pensiero va rivolto in questo momento alla Brigata Sassari inquadrata nel comando della missione Unifil. I soldati italiani, insieme a quelli degli altri contingenti internazionali schierati sotto la regia delle Nazioni Unite, conducono in condizioni di sicurezza difficilissime la delicata missione di pace che costituisce l’ultimo strumento sul campo di cui la comunità internazionale dispone per promuovere una risoluzione pacifica della grave crisi in atto. La ferma resilienza di cui danno prova è encomiabile».

Alla ricerca della pace

Queste le parole del capo dello Stato che ieri ha incontrato al Quirinale una rappresentanza dell’Esercito, in occasione del 165° anniversario della sua costituzione, e ricevuto anche il capo di Stato maggiore, generale Carmine Masiello. Il presidente Mattarella ha voluto anche richiamare i valori del diritto internazionale, in questo momento messi in secondo piano dai rapporti di forza che dominano lo scenario delle grandi superpotenze. «Dopo la seconda guerra mondiale si ebbe la capacità di costruire un credibile ordinamento internazionale. Le Forze Armate di tanti Paesi, sotto l’ombrello dell’Onu, cooperavano a spegnere i focolai di scontro, a promuovere la pace – ha aggiunto Mattarella – la condizione internazionale, allora articolata intorno a due grandi potenze, aveva determinato un equilibrio largamente prevedibile, pur fra tensioni che frequentemente si manifestavano. Successivamente, il venir meno della guerra fredda sembrava aver aperto la strada a una lunga prospettiva di pace. Oggi lo scenario è mutato e si manifestano crisi dagli effetti globali. L’attuale indebolimento del diritto internazionale e la proliferazione dei conflitti su larga scala caratterizzati da minacce ibride e asimmetriche, hanno travolto i tradizionali paradigmi di deterrenza e impongono una resilienza istituzionale che sappia essere presidio e sicurezza in un mondo sempre più frammentato e fragile». Il capo dello Stato ha dunque riconosciuto il valore dei militari italiani visto che assistiamo, ha aggiunto rivolgendosi a loro, a «un processo di necessaria trasformazione in cui, ancora una volta, è preziosa la vostra dedizione professionale per concorrere a difendere gli interessi vitali dell’Italia, a partire dal sistema di libertà e dalla stabilità democratica delle sue Istituzioni». «L’Esercito è dunque chiamato anch’esso a rispondere alle scelte strategiche che Parlamento e Governo si trovano a dover definire».

La Brigata Sassari

Le parole del presidente della Repubblica sono state certamente accolte dalla “Sassari” con profonda commozione e fierezza, in quanto Mattarella ha messo in evidenza il sacrificio, il coraggio e lo spirito indomito dei suoi soldati. Con orgoglio e senso del dovere, i “Dimonios” stanno proseguendo, pur tra mille difficoltà per l’avanzata israeliana e l’ostilità di Hezbollah, la loro missione di pace in Libano, portando alto il nome dell’Italia e della Sardegna anche nelle prove più dure, a sostegno anche della popolazione civile. Un impegno che lo stesso Mattarella conosce bene, visto che nel 2016, durante la prima missione della Brigata Sassari sotto l’egida dell’Onu in Libano, andò a trovare i militari sardi proprio nel Paese dei cedri, incontrando l’allora 40° comandante dei Dimonios (e di Unifil) Luciano Portolano, oggi capo di Stato maggiore della Difesa.

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