Armenia.

Gli alleati fanno quadrato senza gli Usa 

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Gli alleati finiranno a doversi occupare, ancora una volta, delle bizze dell’imperatore. La minaccia di Donald Trump di voler ridurre il contingente di soldati Usa in Germania, Spagna e Italia arriva alla viglia del summit della Comunità Politica Europea (Epc), che si terrà domani a Erevan. Format mastodontico - 48 i capi di Stato e di Governo attesi in Armenia - che cresce ulteriormente con l’invito esteso al Canada, primo Paese non europeo ad essere invitato. Praticamente, a questo punto, un vertice Nato senza gli Stati Uniti. D’altra parte la Epc nasce proprio per questo, per generare «intimità strategica» (copyright di Emmanuel Macron) in un continente alla ricerca di se stesso, non ultimo su un tema cruciale come la sicurezza.

«La sfida più grave per la comunità transatlantica non sono i nemici esterni, bensì la progressiva disgregazione della nostra alleanza: dobbiamo tutti fare tutto il necessario per invertire questa tendenza disastrosa», avverte il premier polacco Donald Tusk. Il riferimento forse non è solo a Trump ma anche alle parole del cancelliere tedesco Merz, che con le sue ultime critiche all’intervento di Washington in Iran a scatenato la furia di Tusk.

Sta di fatto che alla Nato, di nuovo, scatta l'emergenza, per «chiarire i dettagli» del ventilato ritiro. Certo, 5mila uomini non cambiano l’assetto strategico. Come recente abitudine, il come supera per importanza il cosa. Perché se gli Stati Uniti da pietra angolare di stabilità si trasformano in agente del caos, l’Alleanza entra in crisi. I piani di difesa territoriale sono costruiti su impegni precisi di uomini e mezzi da parte di tutti gli alleati: ci si può ancora fidare dei numeri forniti dagli Usa?

Ogni segnale che viene dalla Casa Bianca va in segno opposto. Washington ha ad esempio chiesto che il summit Nato non si tenga più con cadenza annuale, com’è stato negli ultimi tempi. Se si accosta il messaggio al fatto che sia Marco Rubio che Pete Hegseth hanno saltato le scorse ministeriali, mandando al loro posto i vice, si ottiene un quadro per alcuni alleati preoccupante. Il vertice di Ankara rischia quindi di trasformarsi in una via crucis, motivo per cui Mark Rutte lo vuole “asciugare” il più possibile. Ma ci sono dei limiti: il brano musicale infatti può essere brevissimo ma per danzare bisogna comunque essere in due. Quanto potrà reggere, allora, la richiesta di andare al 5% del Pil in difesa se gli Stati Uniti si mostrano ostili?

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