Roma. L’uomo che cambiò per sempre il calcio, senza peraltro venirne ricambiato, compie mercoledì 80 anni. Arrigo Sacchi, forte delle sue convinzioni mai mutate, arriva al traguardo il giorno dopo una delle sfide più importanti per il calcio italiano, quella con la Bosnia. Una visione messianica del calcio, quella di Sacchi, inteso come forza di rinnovamento. Ideologica, si potrebbe anche definire. Nella quale la ricerca del bel gioco viene innanzi tutto, addirittura della vittoria stessa.
France Football lo ha definito «l’allenatore italiano più importante di sempre», e probabilmente è persino riduttivo. In ogni caso, così intendeva il mestiere di tecnico, non importa che fosse di club o della nazionale, che ha guidato per cinque anni, dal 1992 al 1996. «In Italia nessuno ha mai chiesto lo spettacolo, e quindi non c’è. Contano solo i risultati», diceva. Nato in provincia di Ravenna il 1° aprile 1946, a differenza di molti suoi colleghi che vantavano un passato da professionista, Sacchi aveva militato solo in squadre dilettantistiche. Fattore che probabilmente gli ha permesso di dare sfogo alla sua grande passione per l’allenamento conservando la lucidità tattica. In vent’anni di carriera «il vate di Fusignano» ha ridefinito il modo di concepire le geometrie del pallone, guidando quella che - secondo la Uefa - è stata la formazione più forte della storia: il Milan degli immortali. Alla corte del Diavolo, Sacchi disegna sul campo la squadra italiana più olandese di sempre. Difesa a zona, pressing alto, tattica del fuorigioco, intensità. Il collettivo conta più del singolo. Sulla panchina del Milan fino al 1991, Sacchi conquista due Coppe dei Campioni, due Intercontinentali, due Supercoppe Europee, un campionato e una Coppa Italia. Il 4-0 alla Steaua Bucarest nella prima finale vinta, a Barcellona nell’89, è la partita perfetta. I successi con il Milan gli aprono le porte della nazionale. Il quinquennio in Azzurro gli causerà la più grande delusione della carriera: la finale del Mondiale Usa '94 persa ai rigori contro il Brasile.
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