Dopo l’annullamento della sfilata di Carnevale per le vie della città, nell’Istituto Cortis di via Guspini a Quartucciu scoppia un nuovo caso. A soli due giorni dalla gita scolastica alla Foresta demaniale di Monte Arrubiu, con tanto di autorizzazioni consegnate e quote versate dai genitori, è arrivato l’altolà del dirigente scolastico: «Si comunica con rammarico che l’uscita didattica non può essere autorizzata a seguito della valutazione sulle condizioni di rischio a cui potrebbero essere esposti gli alunni nel corso della visita e delle attività che verrebbero svolte».
Nuovo scontro
Una spiegazione che ha mandato su tutte le furie i genitori, ancora delusi e amareggiati dalla sfilata saltata a febbraio. Valentina Mameli, rappresentante della classe, spiega: «La decisione del dirigente scolastico è stata motivata da una lunga lista di rischi potenziali legati all’ambiente naturale e alle attività previste. Un elenco ampio e dettagliato che ha lasciato noi genitori perplessi, soprattutto per la natura di molti dei pericoli indicati nel comunicato. Sono situazioni che possono verificarsi anche a scuola: cadute accidentali, esposizione ad agenti atmosferici o punture di insetti e allergeni». A pesare di più è la tempistica della decisione a ridosso della partenza. «La comunicazione è arrivata quando l’organizzazione era già conclusa – aggiunge Mameli –, alimentando la sensazione di una gestione poco tempestiva e di criticità nella pianificazione. La gita rappresentava per i bambini un momento atteso da settimane, un’occasione di apprendimento e di socialità fuori dall’aula». Alla rappresentante si aggiunge la voce di Stefano Marongiu: «L’annullamento improvviso ha generato frustrazione e amarezza, resta solo sconforto per i numerosi episodi degli ultimi tempi. A pagarne le conseguenze sono sempre i bambini. Sembra che ci sia una mancanza di programmazione adeguata, è da tempo che subiamo il ripetersi di situazioni analoghe».
Alunni in fuga
L’ennesimo scontro che pare porterà molti i genitori della scuola a considerare altre opzioni per il futuro scolastico dei propri figli: «A malincuore, tanti di noi stanno valutando altre opzioni per la scuola secondaria di primo grado – spiega Francesca Musio –. Problemi isolati sono comprensibili, ma quando diventano abituali e reiterati nel tempo rischiano di compromettere definitivamente il rapporto di fiducia con la dirigenza scolastica».
RIPRODUZIONE RISERVATA
Questo contenuto è riservato agli utenti abbonati
Per continuare a leggere abbonati o effettua l'accesso se sei già abbonato.
• Accedi agli articoli premium
• Sfoglia il quotidiano da tutti i dispositivi
