Il focus.

Ex beni militari in abbandono 

Un patrimonio ricevuto dallo Stato che la Regione non riesce a utilizzare 

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Ex caserme, vecchi depositi di carburante, quello che un tempo erano un aeroporto militare e una stazione di trasmissione della Marina Militare. C’è di tutto nel patrimonio immobiliare che la Regione ha ricevuto dallo Stato grazie all’articolo 14 dello Statuto sardo. Beni che, però, nella maggior parte dei casi sono inutilizzati e finiscono in malora o nelle mani degli abusivi che li occupano da anni. Sia ben chiaro, il problema va oltre il colore politico degli assessori nel tempo a capo degli Enti locali, l’assessorato che gestisce le immense proprietà regionali.

Calamosca

Gli ex alloggi ufficiali di Calamosca sono sono in testa alla classifica dei monumenti allo sfregio cagliaritani. Passati dall’Esercito alla Regione nel 2008, da allora sono abbandonati al loro destino, con porte e finestre murate per evitare incursioni e occupazioni. Uno stato di degrado tale che ha portato in passato il Ministero della Difesa a chiederne la restituzione. Diciotto anni di incuria che hanno prodotto un solo risultato: la crescita della vegetazione che lentamente si è ripresa gli spazi. Eppure è un edificio con vista mare mozzafiato, valutato dal Demanio 6,29 milioni di euro, che nelle intenzioni di alcuni politici sarebbe dovuto diventare la sede della Conservatoria delle coste.

Le occupazioni

L’elenco degli immobili regionali, ricevuti dallo Stato, occupati abusivamente è lungo. Su tutti saltano agli occhi le ex palazzine Telecom di via Bainsizza, a Tuvixeddu, valutati dall’Agenzia del Demanio 3,747 milioni di euro. Una vicenda complessa (l’edificio prima era della Marina Militare che l’ha ceduto alla Sip, successivamente Telecom) che dopo mille diatribe giudiziarie si è risolta a favore della Regione. Che non ha saputo “capitalizzare” la sentenza. Dopo poco tempo, i 14 appartamenti sono stati occupati abusivamente. Per non parlare dell’ex circolo ufficiali della Marina Militare e dell’ex deposito carburanti, sempre della Marina, in via Dei Conversi. L’unico caso dove l’assessorato regionali agli Enti locali è riuscito a stabilire la legalità è l’ex casa del comandante dell’Aeronautica di via Cagna, del valore di 4 milioni e 50mila euro, ceduta in permuta alla Tepor in cambio di uffici da destinare all’Arpas e a un assessorato regionale.

Monte Urpinu

Discorso a parte merita l’ex deposito carburanti dell’Aeronautica di Monte Urpinu, ceduto alla Regione 18 anni fa e per il quale vengono pagati centinaia di migliaia di euro per la custodia a una società di vigilanza. Da allora ha avuto varie ipotesi di impiego: da sede dell’Ente foreste a magazzino di materiali di scarto a uffici. Ora dovrebbe diventare una postazione fissa del Corpo forestale. Peccato, l’abbattimento dei muri perimetrali avrebbe consentito di ampliare il parco e far godere il bosco incontaminato e i tunnel sotterranei a cagliaritani e turisti.

L’assessore

«Su Calamosca la Conservatoria delle coste ci ha comunicato che a brevissimo saranno avviati gli interventi di messa in sicurezza dell’ex alloggio ufficiale», fa sapere l’assessore agli Enti locali Francesco Spanedda.« Per l’ex caserma dell’Aeronautica di Monte Urpinu si sta invece lavorando a una prospettiva legata alla Protezione civile, che ha richiesto la documentazione del Piano Città di Cagliari necessaria alla predisposizione di una proposta di deliberazione sul piano degli interventi per la Cittadella della Protezione civile. Sono percorsi diversi – precisa Spanedda – dentro una stessa visione: sottrarre questi beni all’inutilizzo e farli tornare parte viva della città, attraverso funzioni pubbliche capaci di rispondere ai bisogni del territorio».

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