Selargius.

Dopo il rogo divampa la polemica 

Minoranza all’attacco: «Mancata prevenzione». Concu: «Noi in prima linea» 

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A fiamme spente, ora ad accendersi è la polemica. Il post incendio, che mercoledì pomeriggio ha divorato parte della campagna di Selargius, alimenta il dibattito in Consiglio comunale, con parte della minoranza che chiede una seduta straordinaria per chiarire cause e responsabilità. Mentre inizia la conta dei danni e parte qualche raccolta fondi online per aiutare chi ha perso tutto a causa del maxi rogo che ha bruciato centro ettari oltre la 554.

L’attacco

Il gruppo di minoranza Autonomisti sardi è sul piede di guerra. «Vogliamo sapere se è stato applicato il Piano di protezione civile comunale e, soprattutto, se quest’ultimo viene puntualmente aggiornato ogni anno come previsto dalla legge», chiedono i consiglieri Alberto Cappai e Paola Maccioni. Il gruppo consiliare punta il dito «sulla totale assenza di controlli preventivi sul territorio. Vogliamo sapere se sia stato fatto un controllo reale sulle fasce tagliafuoco prima dell’inizio della stagione calda, perché a giudicare dalla velocità con cui le fiamme hanno camminato sembrerebbe di no», sostengono i rappresentanti del gruppo Autonomisti sardi. E concludono: «Chiederemo la convocazione immediata di un Consiglio comunale straordinario per fare piena luce sulle responsabilità di questo disastro».

La replica

Il sindaco Gigi Concu si difende. «Dispiace e stupisce che anche davanti a una sfiorata tragedia si colga l’occasione per fare polemiche sterili e strumentali e si perda di vista che il vero colpevole è chi appicca gli incendi, non certo un’amministrazione che fa tutto quanto in suo potere e previsto dalle norme», risponde. «Il fuoco non è di destra e neppure di sinistra: è una piaga della nostra terra, che non si può purtroppo arrestare con ordinanze, benché puntuali, controlli rigorosi e sanzioni per chi non rispetta le prescrizioni. Rassicuro i consiglieri: il Piano è regolarmente aggiornato e la prevenzione è stata fatta, avranno certo notato tutte le fasce tagliafuoco nel centro abitato. Domando invece dove fossero il giorno dell’incendio. Perché tutta questa energia nell’andare a caccia di colpevoli (sbagliati) non l’abbiano usata per aiutarci sul posto».

Il selfie delle polemiche

Alla polemica di Cappai e Maccioni si aggiunge la lettera aperta scritta da un altro consigliere di minoranza, Franco Camba: «Dispiace averti visto accanto al sindaco di Monserrato, con il casco dei vigili del fuoco in testa e, poco dopo, con la manichetta tra le mani, quasi a emularne le stesse pose e la stessa rappresentazione dell’evento. Francamente, è un’immagine che non ti rende giustizia e che, sono convinto, non appartiene al tuo modo di interpretare il ruolo di sindaco. Per questo ti rivolgo un invito sincero: distinguiti».

Critiche a parte, ora si pensa a contare i danni. «La Forestale ha già iniziato, in questi giorni anche i barracelli faranno un censimento per verificare ogni singola casa e azienda», spiega Concu. «E se sarà necessario chiederemo il supporto della Regione per risarcire chi è stato danneggiato».

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