Gonnosfanadiga.

«Dopo 40 anni lascio la politica» 

L’ex sindaco Nino Zanda annuncia: non mi ricandiderò alle Comunali 

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Dopo quarant’anni di presenza costante nelle istituzioni cittadine, Sisinnio Zanda – per tutti Nino – annuncia il ritiro dalla scena politica in vista delle prossime elezioni comunali. «Penso che oggi sia giunto il momento di ritirarmi dall’impegno amministrativo e lasciare spazio ai giovani». Un passo indietro che non significa disimpegno verso la comunità. Zanda annuncia infatti che continuerà a operare nel sociale, anche attraverso l’associazione “Io e Te Insieme”, con l’obiettivo di «dare il mio contributo per raggiungere gli obiettivi dell’associazione».

Il saluto

Nel suo messaggio di commiato non mancano i ringraziamenti: ai cittadini «che in tutti questi anni mi hanno votato e sostenuto», ai consiglieri comunali e agli assessori che «con me si sono assunti la responsabilità e gli oneri di amministrare il nostro comune». Rivendica il valore del lavoro di squadra: «Quello che si è fatto è merito di una squadra, non del solo sindaco». Un pensiero va anche ai dipendenti comunali, «per la loro professionalità, il loro impegno e la loro disponibilità», e un ringraziamento «particolare» alla moglie Elena e alle figlie, «senza di loro non avrei potuto assumere un simile impegno».

Con il suo ritiro si chiude una lunga fase della politica gonnese. «Grazie di cuore a tutti», conclude Zanda, consegnando alla comunità il bilancio di una vita spesa nelle istituzioni e aprendo una nuova pagina per il futuro amministrativo del paese.

Il curriculum

Nato il 26 giugno 1955 a Gonnosfanadiga, Zanda si avvicinò giovanissimo alla politica, frequentando la sezione del partito comunista italiano. Una scelta maturata, come ricorda lui stesso, anche per reazione «alla corruzione della classe dirigente dei partiti di governo» e rafforzata dalla svolta impressa dall’allora segretario Enrico Berlinguer con la rottura nei confronti dell’Unione Sovietica.

Il primo incarico arriva nel 1985, quando fu eletto consigliere comunale e nominato assessore alle Politiche sociali nella giunta guidata dal sindaco Vincenzo Muntoni. «Allora non esistevano servizi – ricorda – era presente solo la lista dei poveri a cui venivano erogate saltuariamente delle somme di denaro». Sono gli anni in cui si approvò il primo regolamento del settore e il primo piano annuale da presentare alla Regione, si posò la prima pietra del Centro anziani, si istituirono il servizio di assistenza domiciliare e quello dedicato ai minori. Un periodo segnato anche dal compromesso storico tra Pci e Democrazia Cristiana.

Dopo una legislatura in minoranza, nel 1995 diventò vicesindaco al fianco di Sandra Piras, primo sindaco eletto direttamente dai cittadini. Seguono altri cinque anni sui banchi dell’opposizione e l’esperienza in Comunità Montana, dove nel 2003 assume l’incarico di assessore all’Ambiente. Nel 2005 l’elezione a sindaco, confermata nel 2010 per un secondo mandato. In quegli anni entrò nel Consiglio delle Autonomie locali della Sardegna e nella commissione permanente Regione-Enti Locali, ampliando il proprio raggio d’azione oltre i confini comunali. Dal 2011 a oggi ha ricoperto il ruolo di consigliere di minoranza. Ora l’addio alle scena politica: «Dopo 40 anni è giunto il momento di lasciare».

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