Ciclismo.

Donati-Zana, festa per due 

Bis del bresciano in volata a Olbia, al veneto la classifica 

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Olbia. Pochi minuti dopo le 15 di un giorno di 15 anni dopo, Peter Sagan ha finalmente un erede. Filippo Zana iscrive il proprio nome nell’albo d’oro del Giro di (anzi adesso si dice “della”) Sardegna, nel quale è in ottima compagnia, visto che ci sono firme che vanno da Eddy Merckx a Giuseppe Saronni, da Marino Basso a Vittorio Adorni, a Rik Van Looy. Spesso la vittoria ha premiato un velocista, non questa volta. Anzi, di velocisti in questa “edizione della ripartenza” non ce n’erano tanti: Davide Donati ne ha approfittato per prendersi il ruolo di migliore. Ieri il bis della volata di Carbonia, che poteva essere tris se il serbo Dusan Rajovic non l’avesse beffato a Tortolì. Così, sul viale dell’Isola Bianca, che già aveva sorriso a Giovanni Visconti (Classica Sarda 2010) e Lucas Postlberger (Giro d’Italia 2017), è stata festa per i tanti tifosi, per i vincitori, ma anche per i promotori di una corsa tornata a splendere.

Il bilancio

La presidente Alessandra Todde, “scortata” dagli assessori Franco Cuccureddu (lui ha messo i due milioni del Turismo) e Giuseppe Meloni, si è goduta l’emozione della corsa che aveva voluto e che ha promesso di sostenere ancora con forza. È necessario, perché il “miracolo” compiuto da Roberto Pella e dalla Lega Ciclismo Professionistico, che ha riportato nel calendario Uci una corsa di grande importanza storia e strategica (nella preparazione di appuntamenti come Tirreno Adriatico, Parigi-Nizza e Milano-Sanremo), non sia vanificato. Tutti si sono detti certi che il prossimo anno altre squadre del World Tour vorranno venire. Quest’anno erano soltanto due (più quattro con la squadra giovanile) ma se nel 2027 aumentassero, allora già nel 2028 la corsa potrebbe essere riclassificata a più del livello 2.1, quello professionistico più basso. Note positive: il clima, la partecipazione del pubblico, i percorsi non facili ma neppure troppo duri, l’eccellente organizzazione (la parte tecnica a cura del Gs Emilia), l’agonismo. Punti dolenti: troppi alberghi chiusi e conseguenti trasferimenti per i team, l’assenza di un arrivo in salita e il livello non altissimo. Per l’Isola, anche l’emozione di ritrovare un proprio corridore, Ignazio Cireddu, in gruppo.

I protagonisti

Felicissimo Davide Donati, che nell’Isola ha triplicato il proprio bottino da professionista: da uno a tre successi. Il ventenne bresciano della Red Bull Roookies è andato meglio del più atteso compagno di stanza, Lorenzo Mark Finn, e ieri ha sprintato con la voglia di riscattare il beffardo secondo posto di Tortolì: «Sì, probabilmente ci ha dato una spinta in più ma la squadra è stata perfetta. Siamo un team molto giovane perciò è anche inaspettato». Settimo successo per Filippo Zana: «Vincere non è mai facile ma credo che tutta la squadra abbia fatto un’ottima gara. Abbiamo trovato bei percorsi e bel tempo: una settimana di gare ma anche di utili allenamenti. Questa corsa merita di avere squadre di più alto livello e credo che anno dopo anno diventerà ancora più bella».

Ordine d’arrivo : 1. Davide Donati (Ita, Red Bull-Bora- Hansgrohe Rookies) km 172,8 in 3.58’05” media 43,546, 2. Davide Persico (Ita, MBH Bank CSB Telecom Fort) st, 3. Tilen Finkšt (slo, Solution Tech Nippo Rali) st, 4. Egholm Kristian (Dan) st, 5. Manuel Peñalver (Spa) st, 6. Enrico Zanoncello (Ita) st, 7. Yoshiki Terada (Gia) st, 8. Alessio Menghini (Ita) st, 9. Nicolò Arrighetti (Ita) st, 10. Federico Iacomoni (Ita) st; 43. Filippo Zana (Ita) st; 85. Ignazio Cireddu (Ita, Vorarlberg) st.

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