Il focus.

Diminuisce il costo del gasolio 

Domani il ministro Giorgetti presenterà il documento di finanza pubblica 

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Per le accise mobili c'è ancora tempo. Il ritorno dei prezzi consigliati dell'Eni per il gasolio a 2,19 euro al litro, annunciato venerdì, rende meno urgente un intervento del governo sui carburanti. Un’impellenza in meno in un’agenda già fitta, in vista di una legge di bilancio che imporrà scelte non facili. Una delle prime è stata quella di usare per intero la clausola di salvaguardia concessa dall’Ue per l’energia e, solo in parte, quella per la difesa, destinando a ciascuna 14,4 miliardi fino al 2028. La difesa ha rinunciato a circa 8 miliardi di possibile sforamento, «non mi è costato sacrificio», ha detto il ministro, Guido Crosetto, alla Festa del Foglio, «se il sociale non esiste o crolla non serve la difesa. Quello che dobbiamo tenere è la coesione sociale, nei momenti di crisi il pericolo più grande non sono i nemici esterni», ha dichiarato, ma quelli interni e le divisioni che «alimentano meccanismi autodistruttivi». Un richiamo a evitare scontri in una fase cruciale.

Il calo

Il gasolio è calato da 2,258 a 2,252 euro al litro sulla rete stradale e da a 2,281 a 2,271 in autostrada, secondo i dati giornalieri del Mimit. E nuove società seguono la scia del Cane a sei zampe, da ultimo la Saras, che si impegna a uno sconto sui carburanti consegnati in Sardegna dalla raffineria di Sarroch fino al 31 ottobre. In quella data scadrà il price cap dell'Eni. Se i prezzi dei carburanti tornassero a salire, il governo potrebbe intervenire allora con le accise mobili usando i 160-170 milioni di extra-gettito. Sono fondi che si possono usare solo per questo e possono essere spesi solo entro la fine dell'anno.

La sfida

Domani il ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, presenterà il Documento programmatico di finanza pubblica Dpfp in audizione alla Camera con il nuovo quadro dei conti pubblici e la crescita che sale a circa l'1% nel 2026 e poi rallenta a 0,8%. Il deficit, atteso sotto il 3% quest'anno, consentirebbe l'uscita dalla procedura di infrazione e di scomputare, nei conteggi europei, lo scostamento consentito per le spese in difesa ed energia per il 2027 e 2028. Proprio su questo tema sarà chiamato martedì 13 a pronunciarsi il parlamento che discuterà, oltre al Dpfp, la relazione sullo scostamento di bilancio. Per l'approvazione è richiesta la maggioranza assoluta di deputati e senatori. Sempre martedì è previsto il consiglio dei ministri sul Documento programmatico di bilancio, una versione più snella del Dpfp con la cornice della legge di bilancio che va inviata a Bruxelles entro metà mese. Il consiglio potrebbe essere preceduto, nella stessa giornata o il giorno prima, da un vertice tra i leader. Poi la presidente del Consiglio sarà impegnata a Bruxelles, al Consiglio europeo, anche per far valere le ragioni della proposta italiana relativa all'inflazione. Il nodo è molto tecnico e riguarda l’interpretazione dei fattori rilevanti per il rispetto dell'attuale patto di stabilità all'interno della clausola energia.

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