Non basta più dire: «Serve molta più pioggia per affrontare la stagione irrigua, dopo un’estate siccitosa». Per il presidente del Consorzio di Bonifica della Nurra e di Anbi Sardegna, Gavino Zirattu, «sono necessarie le infrastrutture e una programmazione efficace per creare una rete idrica che raggiunga agricoltori e allevatori fuori dal nostro sistema di approvvigionamento».
Nelle campagne del Nord Ovest è ritornata la siccità e l’acqua non basta neppure ad abbeverare il bestiame. Specie nelle zone non servite dal Consorzio della Nurra. Le piogge abbondanti degli ultimi giorni hanno incrementato di 100 mila metri cubi il livello dell’acqua dei bacini del Temo e del Cuga, non un grande risultato ma comunque una situazione che si potrebbe definire fuori dall’emergenza.
«Seppure per fare risalire il livello di falde e invasi serve molto di più», osserva Zirattu. «Il problema più serio è rappresentato dalle aziende agricole e zootecniche che sono fuori dalle condotte del Consorzio di Bonifica», sottolinea «perché per abbeverare il loro bestiame non riescono a utilizzare i propri pozzi, a secco, ma possono solo sperare nella pioggia».
Un aiuto è arrivato nei giorni scorsi dalle autobotti della municipalità di Sassari, che ha dichiarato lo stato di calamità naturale per la siccità che interessa particolarmente la Nurra. Per Zirattu «la soluzione per gli animali delle aziende in sofferenza sono le reti idriche collegate direttamente agli invasi».
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