Le giornate del Fai

Villa Couëlle diventerà il museo sulla storia della Costa Smeralda 

Il complesso realizzato dall’architetto francese fu confiscato al crimine 

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Un museo per raccontare la nascita della Costa Smeralda, la sua architettura e il paesaggio. È il futuro delle Ville Jacques Couëlle di Monti Mannu, ad Abbiadori, aperte ieri per la prima volta al pubblico per le Giornate FAI d’Autunno, visitate peraltro da diverse centinaia di persone. Il complesso confiscato alla criminalità organizzata, del valore di oltre 37 milioni, è stato assegnato gratuitamente al Comune, che intende restituirlo alla collettività con un museo.

L’apertura straordinaria prosegue oggi, domenica 11 ottobre, ed è una tappa del percorso concluso lo scorso maggio con il trasferimento del bene al patrimonio indisponibile comunale. Il compendio comprende circa 30mila metri quadrati tra immobili e terreni agricoli. Le ville furono realizzate negli anni Sessanta dall’architetto francese Jacques Couëlle, tra i protagonisti della nascita dello stile architettonico della Costa Smeralda. Alla presentazione erano presenti, tra gli altri, il sindaco di Arzachena Roberto Ragnedda, il vicesindaco Alessandro Malu, l’assessora al Turismo Claudia Giagoni e il dirigente comunale Mario Chiodino.

Identità

Il sindaco ha ricordato le difficoltà della procedura amministrativa anche in concorrenza con proposte di acquisizione da parte di privati. Il Comune ha sostenuto la propria candidatura richiamando il valore identitario del complesso e presentando un progetto corredato da un adeguato piano finanziario. Roberto Ragnedda ha ringraziato Francesca Convertini funzionaria di ruolo dell'Anbsc (Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata) per il contributo, sottolineando come il trasferimento gratuito rappresenti anche «un messaggio di legalità». Il progetto prevede il primo Museo della Costa Smeralda, con spazi espositivi, sale per incontri, laboratori didattici, bookshop e caffetteria. L’obiettivo è inserire il complesso nei percorsi culturali e turistici del territorio, ampliando l’offerta.

L’idea

Concetti questi confermati da Mario Chiodino, dirigente della Pianificazione territoriale, urbanistica ed edilizia privata. Il museo infatti non dovrà essere isolato: sarà collegato al Museo civico Michele Ruzittu e ai siti archeologici di Arzachena, per affiancare al richiamo delle spiagge una proposta culturale più ampia e articolata; aspetto richiamato anche dall’assessora al turismo, Claudia Giagoni.

Valore

A spiegare il significato architettonico delle ville è stato poi Chiodino; il complesso, ha osservato, racconta le scelte compiute agli inizi degli anni Sessanta, quando la Costa Smeralda cercò un modello di sviluppo diverso da quello di altre località balneari. Gli edifici dovevano adattarsi all’ambiente, anziché dominarlo, rispettando l’andamento del terreno e le forme della natura. Couëlle tradusse quella visione in costruzioni dalle linee organiche, che sembrano fondersi con le rocce. Chiodino ne ha richiamato i principi: «Il rispetto delle rocce, delle quote del terreno, della vegetazione, della natura». Rivestimenti e ceramiche contribuiscono a rendere riconoscibile quell’impostazione, parte dell’identità territoriale da trasmettere alle nuove generazioni. Il sindaco Ragnedda ha poi salutato Pietro, custode e memoria storica della struttura: suo padre aveva iniziato a occuparsene nel 1966 e lui ha proseguito quell’attività. Le visite di ieri e di oggi rappresentano per i cittadini una prima occasione di conoscere da vicino le ville. La destinazione museale resta un progetto da attuare.

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