Macchiareddu.

«Dignità per i lavoratori Fluorsid» 

Incontro tra sindacati, Regione e amministratori della zona industriale 

Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp

Un’Aula consiliare gremita, carica di tensione ma determinata a non cedere il passo a un nuovo dramma sociale. Il vertice istituzionale svoltosi in piazza Repubblica ha segnato un punto di non ritorno nella vertenza Fluorsid: la comunità di Assemini, i sindaci del territorio (Assemini, Decimomannu, Sarroch, Pula e Capoterra) e i vertici della Regione (il presiente del Consiglio Piero Comandini e l’assessore all’Industria Emanuele Cani) si sono compattati attorno ai lavoratori per dire “no” al ridimensionamento dello stabilimento di Macchiareddu.

La crisi

Ad aprire i lavori è stato l’assessore comunale Francesco Murtas: «Dobbiamo velocizzare i tempi per avere un potere contrattuale maggiore. La diminuzione della produzione non sembra destinata a ripristinarsi neanche dopo la crisi e questo rischia di lasciare il campo a una desertificazione già vista in passato».

Il timore diffuso è che la riduzione della capacità produttiva - da 100mila a 40mila tonnellate - sia il preludio a una dismissione silenziosa. Una tesi sostenuta con forza dai rappresentanti sindacali. Simona Fanzecco (Cgil) ha denunciato la strategia aziendale: «C’è la volontà di non aprire il confronto per arrivare ad accordi individuali con i singoli: è una forma di ricatto. Macchiareddu ha potenzialità enormi, ma servono politiche industriali serie, non incentivi per uscire dall'azienda».

Sulla stessa linea Giampiero Manca (Cgil), che ha puntato il dito contro la condotta della proprietà: «L’azienda deve cambiare strategia e parlare ai sindacati. Così scappano le persone che valgono per paura. Bisogna uscire da qui con una proposta operativa: un tavolo permanente con Mimit e Regione». Una preoccupazione condivisa da Giuseppe Atzori (Cisl): «Fluorsid non può prendere contributi pubblici e poi provocare licenziamenti. Temiamo che l'area si trasformi in un polo logistico, perdendo il valore aggiunto dell'industria».

La Regione

L’assessore regionale all’Industria, Emanuele Cani, e il presidente del Consiglio regionale, Piero Comandini, hanno raccolto il grido d’aiuto. L'obiettivo è ora il Ministero per garantire ammortizzatori sociali e investimenti. «Non vogliamo beneficenza, ma dignità per le famiglie», ha chiosato la Rsu. «Le regole vanno rispettate e il territorio non accetterà di essere, ancora una volta, l'anello debole della catena».

RIPRODUZIONE RISERVATA

Questo contenuto è riservato agli utenti abbonati

Per continuare a leggere abbonati o effettua l'accesso se sei già abbonato.

Accedi agli articoli premium

Sfoglia il quotidiano da tutti i dispositivi

Sei già abbonato?
Sottoscrivi
Sottoscrivi