Oristano.

Dehor, il regolamento resta in vigore 

Il Tar non accoglie la sospensiva chiesta da 5 locali. Sanna: giusto così 

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Il Tar non accoglie la sospensiva sul ricorso dei gestori e, almeno per ora, chiude la partita sui dehor: il Comune incassa una prima, significativa vittoria giudiziaria sul nuovo regolamento approvato dal Consiglio lo scorso settembre.

Nessuna sospensione

Con un’ordinanza, i giudici amministrativi (presidente Marco Buricelli) hanno detto no alla sospensione delle norme, ritenendo che non ci siano i presupposti per bloccarne l’efficacia. Il ricorso era stato presentato da cinque locali del centro storico (società La piazza, Spicchio pizza, Ittica Aeden, Aemme, Kalispera rappresentati dal legale Giovanni Cau) contro la delibera consiliare dello scorso 11 settembre, con cui Palazzo Campus Colonna ha approvato il Regolamento comunale per l’installazione dei dehor. Nel mirino, in particolare, l’articolo sulla transitorietà e le norme che vietano nel centro storico i dehor “strutturati” di tipo 2, quelli con pedane, delimitazioni fisse e coperture.

«Nessun danno»

Il Tar, però, non ha ravvisato alcun danno imminente tale da giustificare la sospensione cautelare. Nell’ordinanza si legge che «non sussistono i presupposti per la concessione dell’invocata misura cautelare», perché il regolamento «assegna un termine di due anni per l’adeguamento delle strutture esistenti alle nuove disposizioni». Un periodo considerato sufficiente a escludere «alcun danno grave e irreparabile derivante dalla perdurante efficacia della disciplina introdotta», anche alla luce del fatto che «la norma gravata preclude la sola installazione dei dehors in modalità “strutturata” di tipo 2». In altre parole, secondo i giudici, non c’è un’urgenza tale da fermare le regole mentre si attende il giudizio di merito la cui udienza non è ancora stata fissata. Da qui il rigetto dell’istanza cautelare e la decisione di compensare le spese di questa fase del procedimento.

Il regolamento

La pronuncia si inserisce in un percorso avviato mesi fa con l’approvazione del regolamento, arrivata al termine di una seduta consiliare tesa e segnata da divisioni politiche. Il testo distingue due tipologie di installazioni: i dehors di tipo 1, più leggeri e senza strutture permanenti, e di tipo 2, destinati a scomparire dal centro storico dopo una fase transitoria. Proprio su questo punto, si erano arenati i lavori consiliari finché, attraverso una serie di emendamenti, l’Assemblea civica aveva stabilito di portare a due anni il periodo di adeguamento (inizialmente fissato in 6 mesi) per consentire agli esercenti di riorganizzarsi. Ora il Tar conferma, almeno sul piano cautelare, l’impianto scelto dal Comune. La partita giudiziaria non è chiusa: il merito del ricorso dovrà ancora essere discusso. Ma il segnale è chiaro: l’amministrazione può andare avanti.

Il sindaco

«Accogliamo con piacere la decisione del Tar – afferma il sindaco, Massimiliano Sanna - Come spiegano bene i giudici la sospensiva richiesta non era applicabile perché il Comune ha deciso di dare due anni di tempo per l'adeguamento delle strutture. Attendiamo fiduciosi la decisione nel merito, nella certezza di aver agito nell'interesse supremo della collettività».

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