Il caso.

«Danni ingenti, ma ci rialzeremo» 

Fuoco all’Eurotrasporti, in cenere 4 mezzi e il deposito: ipotesi atto doloso 

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«Ci rialzeremo e servirà del tempo, ma riprenderemo il nostro lavoro come abbiamo sempre fatto». Francesco Fois, insieme al padre Gianmarco, sono i titolari della ditta Eurotrasporti colpita dall’incendio scoppiato verso le cinque del mattino del Primo di Maggio, nella sede tra la strada statale 554 e la 131 “dir”. Un rogo improvviso che ha danneggiato quattro tra camion e mezzi con gru, la copertura usata come deposito e gli uffici. I vigili del fuoco, intervenuti con due squadre, hanno domato le fiamme riuscendo a evitare che ci fossero conseguenze per altri mezzi e locali dell’azienda: non sono state trovate tracce d’innesco ma l’ipotesi maggiormente battuta è quella dei un atto doloso. Gli agenti della Squadra Volante hanno effettuato il primo sopralluogo raccogliendo, così come gli esperti della Scientifica, elementi utili all’inchiesta portata avanti dagli investigatori della Squadra Mobile. Recuperati anche i dispositivi con le immagini registrate dagli impianti di videosorveglianza.

Il racconto

Alle prime luci della mattina, padre e figlio sono sul posto insieme ad altri familiari e conoscenti. Il grosso dell’incendio scoppiato attorno alle cinque è stato spento. Restano dei piccoli focolai. I danni sono davanti agli occhi di tutti: la copertura del deposito è parzialmente crollata su un camion con pedana e su un mezzo con gru, divorati dalle fiamme. E anche il resto della struttura, insieme agli spazi adibiti a ufficio, sono inutilizzabili così come un altro camion e un altro mezzo meccanico. «Ci hanno svegliato per avvisarci che era scoppiato un incendio nella ditta. Siamo corsi immediatamente qui», racconta Francesco Fois. «Oltre ai danni ai mezzi e alle strutture, bisogna aggiungere l’interruzione forzata del lavoro. Dovremo prendere dei nuovi mezzi, allestire il deposito e l’ufficio, oltre ad attendere la conclusione delle indagini».

L’inchiesta

La ditta Eurotrasporti si trova da tantissimi anni in questa porzione di terreno, lungo una stradina bianca con accesso dalla statale 554 in un’area a poca distanza, in linea d’aria, dalla Motorizzazione Civile e dall’ex inceneritore. «Non abbiamo mai avuto alcun problema. Concorrenza? Lo escludiamo. Davvero non pensiamo possa essere stato un attentato». Anche se i titolari sanno che l’atto doloso è una delle piste battute dagli investigatori. Il rogo si sarebbe sviluppato troppo rapidamente per essere accidentale. E i vigili del fuoco hanno corso anche dei rischi nelle operazioni di spegnimento per la presenza di diverse bombole. «È l’azienda di famiglia e ci lavoriamo io e mio padre. Dobbiamo ancora quantificare i danni che sono però ingenti. Un duro colpo arrivato proprio nella giornata che celebra la festa dei lavoratori». La ditta è assicurata. ma prima di poter riprendere l’attività normale passerà del tempo.

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