Torino. «Non mi stavo rendendo conto di quello che stavo facendo». A chi gli ha parlato dopo l’arresto, Giuseppe Campagna si è detto «disperato». Il giorno dopo aver investito a Lanzo Torinese un gruppo di ciclisti, ferendone quattro, l’ex artigiano edile di Coassolo è ancora ai domiciliari. «Chiedo perdono ai familiari dei feriti e ai feriti, ammetto la mia colpa, la mia responsabilità», la dichiarazione del 73enne fatta all’Ansa tramite il suo legale. «Non ho mai fatto male a nessuno, appena mi sono reso conto che ho investito questi ciclisti, sono corso dai carabinieri a chiedere aiuto, a dire “li ho investiti io, intervenite”», ha detto l'automobilista dopo l’arresto. «Cercavo di superare i ciclisti. Poi ci siamo presi a male parole: ho avuto una reazione, ma non mi rendo conto di quello che ho fatto». Il 73enne è già risultato negativo al test dell’etilometro, e si dice sereno: «Non faccio uso di sostanze» anche riguardo agli esiti degli esami tossicologici, non ancora arrivati. «Non riesco a spiegarmi», ha riflettuto, «cosa mi ha portato a fare questo». Ora Campagna è in attesa dell’interrogatorio davanti al gip, dopo la misura disposta dalla procura di Ivrea ed eseguita dai carabinieri della compagnia di Venaria. Intanto proseguono le indagini per tentato omicidio dopo che l’episodio di sabato mattina. I due ciclisti più gravi - con prognosi tra i 60 e i 90 giorni per gravi fratture - sono ricoverati all'ospedale Cto di Torino.
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