Madrid.

Crisi di Ceuta, Sanchez assolve il Marocco e striglia l’Ue 

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Madrid. Pedro Sanchez prova a chiudere uno dei capitoli più controversi della crisi di Ceuta, ma esce dal Congresso ancora più isolato. «Non ci sono evidenze solide» che il Marocco abbia «pianificato o provocato la crisi», ha detto il primo ministro nell’informativa al Congresso, a 35 giorni dall’ingresso in massa di oltre 72mila migranti (di cui il 90% rimpatriati in 48 ore). Sanchez ha difeso la gestione dell’emergenza e negato di nuovo una regia di Rabat, mentre il Partito Popolare e Vox lo accusano di aver ignorato gli avvertimenti e di coprire il vicino. Perfino alcuni alleati chiedono spiegazioni al Marocco, dopo la pubblicazione di rapporti di polizia che descrivono l’operazione come «pianificata» - segnalando la condotte attive delle forze di sicurezza marocchine nell’arrivo di camion carichi di migranti nell’exclave - senza tuttavia attribuire a Rabat o ai suoi servizi segreti la responsabilità e l’esecuzione. Ma a differenza dei giorni scorsi, il capo del governo ha ammesso la necessità di rivedere il rapporto bilaterale con Rabat, perché l’ondata d’urto migratoria non si produca di nuovo, ma senza specificare quali saranno le «garanzie aggiuntive». Sanchez ha poi definito «inaccettabili» le dichiarazioni del ministro della Giustizia marocchino, Abdellatif Ouahbi, e di quello degli Affari islamici, Ahmed Tufiq, tornati a rivendicare la sovranità del Marocco su Ceuta e Melilla, e la «sacra lotta per la liberazione delle città occupate». «Sono spagnole e lo saranno fino alla fine dei tempi», ha assicurato il primo ministro, difendendo la linea del governo, stretto fra le impossibili richieste delle destre di respingimenti immediati di adulti e minori e la necessità di «prudenza» nei confronti del Marocco. «Non si può prendere un essere umano per un braccio e buttarlo dall’altro lato della frontiera come fosse un sacco di terra», ha enfatizzato il premier, respingendo l’idea di respingimenti indiscriminati agitata da Pp e Vox. E ha riaperto il fronte europeo, denunciando quella che considera una risposta insufficiente di alcuni partner, soprattutto Italia e Danimarca. Madrid chiede un coinvolgimento europeo più strutturale: Sanchez solleciterà una presenza permanente di Frontex a Ceuta e ha chiesto un maggiore sostegno nella gestione della frontiera sud d’Europa.

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