Parcheggi. C'è un problema. Di offerta, che sta venendo a mancare sempre di più, secondo i consiglieri di minoranza Giuseppe Farris e Pierluigi Mannino. «Negli ultimi dieci anni ne abbiamo perso più di mille», spiega Mannino (FdI). «Un trend che sembra inarrestabile», sottolinea Farris (CiviCa 2024). «Sul tema dei parcheggi è utile partire dai dati», replica l’assessore alla Mobilità Yuri Marcialis. «Da quando ci siamo insediati il saldo dei posti auto in città è positivo. Solo nell’area di San Benedetto abbiamo già circa 200 parcheggi in più, che diventeranno circa 350 alla fine dei lavori del mercato», aggiunge.
La “guerra” della sosta
Da una parte le opere di riqualificazione urbana (via Roma, viale Trieste, via Dante, per citare tre esempi) che nell’ottica di un nuovo concetto di città, con meno auto e più spazi per la socialità, tagliano centinaia di parcheggi. Dall’altra i lavori della metropolitana leggera che fanno venire meno altre centinaia di posti. E poi ci sono le piste ciclabili e le pedane che moltissimi ristoratori hanno installato per avere uno spazio all’aperto. Negli ultimi dieci-quindici anni la sosta a Cagliari è diventata una “guerra”. «Prendiamo i progetti di riqualificazione», afferma Farris. «La metro passa per via Dante, piazza Calcutta, viale Diaz e lo fa a discapito non solo del restringimento delle carreggiate ma anche dei parcheggi che prima c’erano. Nel nuovo viale Merello verranno allargati i marciapiedi e si perderanno altri parcheggi. Nel progetto per la realizzazione del nuovo stadio, per far quadrare la contabilità, si prevede di far parcheggiare a San Paolo oppure in viale Regina Elena nel futuribile albergo ex Scala di Ferro, come se i parcheggi privati fossero a disposizione di chi si deve recare allo stadio. Nel “piru” dell’ex palazzo Cariplo sono dovuto intervenire personalmente con un emendamento, alla fine votato all'unanimità in Consiglio, per dettare una posizione precisa che non si potevano eliminare i parcheggi nell’area circostante. Insomma», dice ancora Farris, «ovunque si intervenga lo si fa a discapito dei parcheggi. E i risultati sono sotto gli occhi di tutti: più traffico, più inquinamento, più disagi per tutti». «Il tema della sosta esige un approccio sistemico, non episodico. Urge un censimento esaustivo di tutti i parcheggi (pubblici, privati, istituzionali) e pianificazione dinamica per usi flessibili, con revisione equa di strisce blu e pass. Il progetto di mappatura e sensorizzazione è un passo avanti, ma che risultati ha prodotto», domanda Mannino. «Cagliari ha bisogno di una strategia mobility chiara, non annunci. Purtroppo, pianificazione e progettualità sembrano svanite dagli uffici comunali: dei 6.100 posti in struttura previsti nel 1995, solo 2.000 sono stati realizzati. Non solo: i cantieri attuali tolgono almeno 600 posti su strada, senza contare le pedonalizzazioni impulsive, le piste ciclabili inadeguate e gli ampliamenti che svuotano il centro di pedoni», aggiunge.
La strategia
Cagliari, come tutte le città moderne, sta affrontando una transizione: il passaggio dalla centralità del mezzo privato a un sistema in cui il trasporto pubblico e gli spazi per le persone assumono un ruolo prioritario. Da qui la strategia dell’amministrazione di spostare i parcheggi dalle strade alle strutture. «Abbiamo riaperto il parcheggio in struttura di via Cesare Battisti con 250 posti, e a breve entreranno in funzione anche quello di via De Magistris e la Scala di Ferro, per altri circa 100 posti complessivi», spiega l’assessore Marcialis. E conclude: «A questi si aggiungono gli interventi in programmazione: circa 400 nuovi posti nell’area di viale Bonaria e circa 150 al confine con Monserrato».
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