Il conflitto

Carburanti, stangata senza fine: i rincari maggiori sono nell’Isola 

In due giorni prezzi su del 5%, peggio solo in Valle d’Aosta 

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I catastrofisti ci hanno visto lungo. «Il peggio deve ancora arrivare», dicevano alcuni giorni fa i benzinai più navigati. «Il prezzo dei carburanti è destinato a salire ancora». E così è stato. Diesel e benzina ieri hanno ritoccato all’insù le quotazioni per il terzo giorno consecutivo, arrivando a salire in media del 5% nelle ultime 48 ore. Un’impennata improvvisa, seconda sul territorio nazionale solo se confrontata alla piccola Valle d’Aosta.

Senza freni

La super (in media e in modalità self service) sfiora gli 1,8 euro a litro, mentre il gasolio ormai vede il poco confortante traguardo dei due euro al litro. Era dal 2022, da quando la Russia ha aperto le ostilità con l’Ucraina, che il diesel non arrivava a questi picchi. E tutti sappiamo quanto tempo è stato necessario per riportare a livelli accettabili il costo del carburante.

Ecco perché, memori della stangata di qualche anno fa, associazioni dei consumatori e rappresentanti dei benzinai non hanno perso tempo nel lanciare l’allarme su possibili speculazioni che, alla luce dei rincari, sembrano incontrastabili.

Linea dura

Eppure il Governo anche ieri ha ribadito la massima attenzione su eventuali abusi all’interno della filiera petrolifera. Il Codacons però non spegne la polemica denunciando picchi «livelli astronomici che non si vedevano da anni».

Ma per il ministro delle Imprese, Adolfo Urso, «sulla rete dei distributori italiani non risultano (per ora, ndr) diffusi fenomeni speculativi, al netto di una ventina di casi già segnalati da Mister Prezzi e ora all'esame dei militari delle Fiamme Gialle. L'attenzione si sta quindi ora concentrando sui passaggi a monte della filiera dei benzinai».

Sotto la lente dell’Esecutivo sono finiti gli «immediati e sensibili» adeguamenti al rialzo dei prezzi consigliati dalle principali compagnie petrolifere, che, secondo il ministero «non risultano ancora giustificati da una reale carenza di prodotto raffinato sul mercato». Tuttavia Urso ha presieduto la Commissione di allerta rapida sui prezzi in due incontri dedicati a energia e carburanti e al possibile impatto su inflazione e carrello della spesa, in «un'operazione trasparenza».

Collaborazione

Le compagnie petrolifere, intanto, hanno assicurato alla Commissione di Mister Prezzi che, da parte loro, non ci sono state speculazioni. Il presidente dell’Unione energie per la mobilità, Gianni Murano, ha detto che «al netto dell'imposta, gli adeguamenti consigliati dalle principali società si confermano inferiori all'aumento effettivo delle quotazioni internazionali». I gestori delle pompe non ci stanno, così come associazioni dei consumatori e sindacati. «La speculazione la vedono tutti», hanno dichiarato Faib e Fegica, chiedendo di tornare a un regime di prezzi controllati. Anche per Figisc «gli speculatori sono a monte della filiera». Adoc, Assoutenti e Federconsumatori hanno chiesto una sterilizzazione delle accise sui carburanti di 20 centesimi al litro e una rimodulazione dell'Iva. L'Unc ha invitato a ridurre le accise «come il governo Draghi: senza tante chiacchiere». «Non ci si può limitare a un semplice esercizio di monitoraggio. La speculazione sui prezzi energetici è già in corso», ha dichiarato la Cgil.

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