Selargius.

Consiglio, Melis è pronto a dimettersi 

Il presidente dell’assemblea: «La nuova mozione mi sta facendo riflettere» 

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Quarta istanza di revoca presentata negli ultimi tre anni e mezzo. Un record per il presidente del Consiglio comunale di Selargius Tonino Melis, che riceve l’ennesima mozione di sfiducia presentata da 9 consiglieri di minoranza con le stesse motivazioni delle precedenti istanze: «Non sa gestire l’Aula e non è imparziale». Ma Melis stavolta potrebbe dimettersi prima e anticipare la discussione. «Ci sto riflettendo», dice, pronto - a 88 anni - a vestire di nuovo il ruolo di consigliere comunale «e lavorare per il bene di Selargius».

Il provvedimento

La mozione è all’ordine del giorno del Consiglio comunale della prossima settimana. Nel documento si fa riferimento a diverse violazioni di regolamento denunciate dalle opposizioni, per poi entrare nello specifico: «Melis non ha assicurato, nel corso delle ultime sedute, i necessari requisiti di imparzialità e terzietà». E ancora: «Le reiterate violazioni delle norme regolamentari e le modalità di gestione delle sedute hanno compromesso il buon andamento del Consiglio». La consigliera del gruppo Autonomisti sardi, Paola Maccioni, rincara la dose sottolineando il fatto che l’istanza non sia stata discussa giovedì scorso, come richiesto dalla minoranza: «Il presidente Tonino Melis si è arrogato il diritto di non inserire la mozione di sfiducia, violando per l’ennesima volta lo statuto comunale. La conseguenza è che è stato necessario convocare una seduta di Consiglio per un solo punto, con dispendio di risorse pubbliche evitabile. Mi auguro che anche il segretario comunale, nell’ambito delle sue funzioni, segnali a chi di dovere le reiterate violazioni del presidente».

La difesa

La maggioranza lo difende, anche se nessuno nega le difficoltà nel gestire le sedute di Consiglio, dove ormai i litigi e le discussioni accese sono all’ordine del giorno. «Queste mozioni vengono presentate solo per logorare il presidente, e non se le merita», commenta Andrea Delpin che assicura: «non voterò mai la sfiducia di Tonino che fra l’altro fa parte del mio gruppo politico». E aggiunge: «Eventuali dimissioni devono essere una sua scelta personale».

Il presidente

Il presidente ci sta ragionando. «L’iniziativa dell’opposizione mi sta facendo riflettere», si limita a dire Melis. Poche parole che fanno intendere possibili dimissioni prima della discussione della mozione. Una mossa da politico d’esperienza - oltre quarant’anni da amministratore - che gli consentirebbe di evitare la sfiducia e tornare a fare il consigliere comunale.

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