La corsa ad accaparrarsi un posto in uno dei 38 centri estivi comunali per bambini (3-17 anni) è partita con anticipo e l’estate per quasi seicento famiglie cagliaritane è già apparecchiata. Con i piccoli smistati fra giornate al Poetto e lezioni di musica cielo aperto, full immersion sportive, corsi di cucina, di pittura, teatro, escursioni, i centri estivi rappresentano oggi un vero e proprio presidio educativo. Ogni anno le richieste aumentano. Per molte famiglie trovare un’alternativa durante la lunga pausa scolastica non è semplice. I centri estivi diventano così una risposta concreta a un’esigenza sempre più diffusa, offrendo ai bambini e ai ragazzi spazi sicuri nei quali trascorrere le giornate con educatori qualificati e coetanei. Comune e Regione lo sanno e da quest’anno migliorano l’offerta. «Trattandosi di un pezzo di welfare, l’obiettivo è supportare le famiglie che si devono districare tra lavoro e cura dei figli», afferma Giovanni Porrà, presidente della commissione bilancio e autore di diverse mozioni sul tema. «Grazie al supporto della Regione, sperimentiamo il contributo non più a rimborso», che le famiglie finora hanno anticipato, ma ex ante», aggiunge.
La novità
Quest’anno, grazie all'approvazione della proposta di legge (prima firmataria la presidente della commissione Cultura Camilla Soru) cambia l'accesso ai centri estivi: i contributi saranno erogati prima dell'inizio delle attività. Il criterio fondamentale per l'accesso al contributo è l’Isee. Alle famiglie è riconosciuto, quest’anno, un contributo fino a 450 euro al mese (come nel 2025), a fonte di una spesa media complessiva mensile media di 650 euro. Dall’anno prossimo, le risorse saranno triplicate. L’obiettivo è duplice: da una parte aiutare le famiglie a sostenere le spese per i centri estivi, dall’altra garantire a un numero sempre maggiore di bambini e ragazzi la possibilità di partecipare ad attività educative e ricreative durante il periodo estivo. Un intervento che arriva in un momento in cui il costo della vita continua a pesare sui bilanci familiari e che mira a contrastare il rischio di esclusione sociale.
Il Comune
«La chiusura delle scuole è un onere che grava esclusivamente sulle famiglie», spiega l’assessora all’Istruzione Giulia Andreozzi. Ecco perché «investire in tariffe agevolate e qualità educativa dei centri estivi significa garantire il diritto alla conciliazione vita-lavoro e assicurare a ogni bambino, indipendentemente dal reddito, spazi accessibili e inclusivi di socialità e crescita. Per questo motivo, spiega ancora l’assessora Andreozzi, «stiamo mettendo in campo risorse statali, regionali e europee per contrastare le disuguaglianze e sostenere concretamente la genitorialità».
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