Monserrato.

Casa Masala, ultimo passo verso la rinascita 

Al via la seconda parte della riqualificazione di una storica incompiuta 

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Un fantasma di pietra e speranze tradite nel cuore di Monserrato, rimasto congelato per quasi vent’anni tra inghippi burocratici, promesse evaporate e cantieri lasciati a metà. Oggi, l’estenuante odissea di Casa Masala sembra finalmente arrivata all’atto finale. Quello che per quasi due decenni è stato il simbolo per eccellenza dell’incompiuta cittadina si prepara a voltare pagina, pronto a trasformarsi in uno spazio vivo, aperto e moderno al servizio dell’intera comunità.

Incompiuta storica

La storia dell’immobile affonda le radici nel 2012, quando si scommetteva con trionfalismo sulla fine imminente dei lavori per aprire, già dal 2013, un centro diurno. Un nastro mai tagliato. Per oltre dieci anni la struttura è rimasta del tutto inaccessibile, priva di destinazione d’uso e dell’indispensabile agibilità, mentre i residenti vedevano scivolare via una fondamentale opportunità di riscatto sociale.

A fare il punto della situazione e a fare chiarezza sull’idoneità d’uso e sullo stato del cantiere è l’assessore ai lavori pubblici, Raffaele Nonnoi, che illustra l’avanzamento dei due lotti e le prossime tappe: «Abbiamo iniziato i lavori del secondo stralcio, c’è già il ponteggio che circoscrive il fabbricato adiacente. Ci è stato consegnato che era come una scatola vuota, un ambiente dove non c’era nulla. Il primo fabbricato lo abbiamo invece già ultimato. Con l’agibilità completa, potremo dare la destinazione, con gli uffici competenti che faranno anche il bando per l’affidamento. Sono sicuro che lo porteremo a termine nei tempi previsti».

Gli investimenti

Sulla stessa linea il sindaco Tomaso Locci, che ripercorre la travagliata vicenda evidenziando l’impegno finanziario messo in campo per recuperare la struttura: «Chi l’ha ereditata quasi vent’anni fa non ha mai pensato ad utilizzarla e darle l’agibilità – spiega –. L’abbiamo inaugurata nel 2020 come centro Covid per i tamponi gratuiti, ottenendone una parziale. Il primo lotto è ora agibile e sono stati spesi circa 300mila euro per restaurarlo». Ma non è tutto. «Per il secondo stralcio – aggiunge il primo cittadino –, che è privo di solaio, infissi e impianti, è stata investita praticamente la stessa cifra e i cantieri sono partiti da circa un mese e si dovrebbero chiudere tra otto. Sicuramente la destinazione d’uso sarà socio-sanitaria».

Con la prima parte dell’immobile ultimata e il secondo lotto entrato nel vivo degli interventi, Monserrato si avvia a sanare una storica e profonda ferita urbana.

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