Il caso.

Caldo e disagi, fontane pubbliche a secco 

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Tempi duri per i turisti e per tutte le altre persone che in questo periodo di grande caldo si trovano a girare per il centro storico della città. Difficile trovare sollievo con un po’ d’acqua non solo per bere ma anche per bagnarsi la testa e le mani.

Tutte le fontanelle distribuite nei parchetti e nelle piazzette, nonostante proteste e petizioni, sono ancora fuori uso, da piazza Sant’Efisio a piazza Santa Maria, dalla spazio a fianco a Sa Dom’e Farra a piazza Sant’Elena. Rubinetti inutilizzabili oppure inesistenti con grandi disagi soprattutto in questa estate torrida. Così come è ancora in attesa di recupero su Grifoni mannu tra le vie La Marmora e via Vittorio Emanuele. Un tempo era la più grande fontana della città dove si correva a prendere l’acqua, mentre oggi è in totale balia dei vandali. Le teste di leone sono state divelte e così i rubinetti non possono essere utilizzati e ormai si fa fatica a riconoscerne la forma. Eppure un tempo era uno dei simboli della città. La più nota tra le fontanelle esistenti nel 1889. Famose sono le foto che ai suoi piedi ritraggono gli operai durante i lavori di sgombero delle macerie dopo l’alluvione. Per i quartesi di ieri un simbolo, da salvaguardare e non lasciare morire al proprio destino; per quelli di oggi un’opera che potrebbe diventare utile se soltanto sgorgasse di nuovo l’acqua.

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