Madrid. Clima incandescente in Spagna, con le nuove inchieste sul Partito socialista che incrociano quelle sull’entourage del premier Pedro Sanchez, mentre il governo denuncia una strategia coordinata per «abbattere l’esecutivo» progressista «al di fuori delle urne». Il fronte più delicato resta quello aperto dall’Audiencia Nacional e dal giudice Santiago Pedraz su una presunta rete interna al Psoe, finalizzata a influenzare o ad ostacolare indagini sensibili e a «destabilizzare procedimenti giudiziari» sui familiari del premier. Compreso il fratello David Sanchez, al centro di un processo che ha mosso i primi passi al tribunale di Badajoz: è accusato di aver ottenuto nel 2017 un posto da coordinatore delle attività musicali e dei conservatori provinciali. Posto - secondo l’accusa - costruito ad personam. Il collegamento tra i due filoni emerge proprio nell’ipotesi investigativa del giudice Pedraz, secondo cui la presunta struttura nel Psoe - che avrebbe fatto capo all'ex segretario organizzativo del partito, Santos Cerdan (indagato in altre inchieste) - avrebbe cercato di screditare o corrompere poliziotti e magistrati. Tra questi, anche la giudice istruttrice del processo a David Sanchez, Beatriz Biedma, che ha disposto il rinvio a giudizio del fratello del premier e altre 9 persone.
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