Aritzo.

Barbagia senza internet, il caso finisce in Parlamento  

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Disagi interminabili alle linee telefoniche e adsl della Barbagia di Belvì, da mesi capaci di generare ripetuti blackout che fanno esasperare cittadini, imprese e amministratori che dicono basta all’isolamento e lavorano a soluzioni 2.0.Una problematica divenuta ormai ingestibile per un’intera vallata che da Aritzo si estende a Belvì, passando per Gadoni, Desulo e Tonara dove l’interruzione del segnale alla rete fissa e mobile è sempre più un danno economico e nel diritto alla salute delle zone interne.

Lo sanno bene ad Aritzo, vittima nella giornata di lunedì di un blackout di circa 12 ore, fra farmacie impossibilitate a scaricare le ricette dei pazienti e ordinare medicinali, passando per banca e poste al collasso nei servizi telematici. Solamente nel tardo pomeriggio il ripristino del guasto, dopo le ennesime proteste degli amministratori locali: «Tim - racconta il sindaco Paolo Fontana - ci ha spiegato che disagio è stato causato da un guasto alla centrale elettrica per cui stavano già intervenendo. E solamente ore dopo la situazione si è normalizzata». Lo ribadisce con un velo di rammarico Fontana, costretto già da anni ad adottare soluzioni alternative per non paralizzare gli uffici comunali: «Al Municipio ci avvaliamo delle prestazioni di un altro operatore dotato di ponte radio. L’auspicio resta quello che ultimati i lavori per la posa della fibra almeno le utenze essenziali come banca e farmacia non soffrano più questi disagi».

E mentre nel ripetitore di S’Iscova le batterie d’accumulo continuano ad essere in tilt, il caso è già da settimane sul tavolo del presidente della commissione Trasporti e telecomunicazioni della Camera, il deputato di Fdl Salvatore Deidda. Una videoconferenza tra istituzioni e gestori delle reti per le aree interne della Sardegna, ha fatto il punto della situazione, alla presenza del sindaco di Belvì, Maurizio Cadau, della direttrice generale di Anci Sardegna, Daniela Sitzia, e del presidente della Comunità montana Gennargentu Mandrolisai Alessandro Corona.

Ne è nata una proposta che prevede la realizzazione, di un Centro sperimentale di elaborazione dati unificato al servizio dei Comuni aderenti, collegati da rete in fibra ottica ad alta velocità. Il progetto contempla l'integrazione con i servizi di sanità di prossimità e Protezione civile e include la fornitura delle infrastrutture hardware e software, la configurazione dei sistemi, la manutenzione, l'assistenza tecnica e la formazione del personale.«È un modello virtuoso che punta a trasformare i nostri piccoli Comuni da territori isolati a centri all’avanguardia nell'erogazione dei servizi», commenta Deidda. «Studieremo questo dossier, che ha costi estremamente contenuti e tempi di realizzazione certi (180 giorni), per intercettare i fondi europei necessari. Puntiamo a far partire dalla Sardegna un progetto pilota che divenga un modello nazionale.

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