Il caso.

Auto abbandonate, caos rimozioni 

Oltre duecento segnalazioni nel 2026, cinquantasei i veicoli rottamati dalla Polizia 

Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp

Quasi una segnalazione al giorno. Le ultime risalgono a pochi giorni fa: due auto bruciate, una in via Cadello, sulla quale gli agenti sono già al lavoro per ricostruire la dinamica dell’incendio, e una in piazza San Michele, rimossa nel giro di 24 ore dalla telefonata. Dall’inizio dell’anno sono 203 i veicoli notificati alla Polizia locale perché ritenuti abbandonati. Un percorso che parte dalla segnalazione e, tra accertamenti, rimozione arriva fino alla rottamazione.

La procedura

Il primo passo è sempre sul posto. Gli agenti raggiungono il veicolo, lo fotografano, controllano la targa e il numero di telaio. Non basta, infatti, che un’auto sia ferma da mesi o priva di assicurazione per essere considerata un relitto. «La differenza sta soprattutto nelle condizioni del mezzo», spiegano dal Comando. A fare la differenza sono gli elementi che consentono o meno di utilizzare il veicolo: se mancano le ruote, il motore, il volante o altre parti essenziali, quella che un tempo era un’auto diventa un relitto. E può finire per trasformarsi anche in un deposito di rifiuti. Al termine delle indagini sono 56 i veicoli rimossi dalla strada dagli agenti, ai quali si aggiungono i 45 fatti rimuovere direttamente dai proprietari. Una soluzione resa possibile dalla modifica alla normativa entrata in vigore lo scorso febbraio. Poi ci sono le carcasse per le quali non si riesce più a trovare un proprietario. «In questi casi, – spiegano dal comando – è il Comune a occuparsi della rimozione e dello smaltimento».

Le fiamme

In caso di fiamme la situazione cambia. Prima arrivano i vigili del fuoco, poi gli agenti della Polizia locale cercano di ricostruire la storia di quella carcassa. Da dove arrivava? E soprattutto, perché è bruciata? Gli accertamenti effettuati quest’anno a Cagliari, spiegano dal Comando, non hanno fatto emergere denunce riconducibili a ritorsioni o atti vandalici. «Non possiamo quindi parlare di emergenza sociale». Nella maggior parte dei casi le fiamme sono state ricondotte a cortocircuiti. Un’auto bruciata, però, non può restare lì a lungo, oltre al degrado, ci sono questioni di igiene e sicurezza. «La rimozione è una priorità assoluta», spiegano gli agenti. Una volta individuato il proprietario grazie agli elementi identificativi sulla carcassa (quando possibile), questo ha un tempo limitato per provvedere alla rimozione. Se non lo fa, la Polizia completa gli accertamenti e procede alla presa in custodia del mezzo. Poi arriva il verbale: 1.667 euro, oltre alle spese di rimozione e rottamazione. «Se nessuno si oppone, al termine dei 60 giorni arriva l’ultimo passaggio: lo smaltimento». E oggi, spiegano dal Comando, la montagna di veicoli “dimenticati” sulla strada è sempre più bassa: «I casi di abbandono in città non sono allarmanti. Se abbiamo solo una ventina di veicoli da rimuovere, qualche anno fa ne avremmo contati il doppio».

RIPRODUZIONE RISERVATA

Questo contenuto è riservato agli utenti abbonati

Per continuare a leggere abbonati o effettua l'accesso se sei già abbonato.

• Accedi agli articoli premium

• Sfoglia il quotidiano da tutti i dispositivi

Sei già abbonato?
Sottoscrivi
Sottoscrivi