Con il crollo delle nascite in tutta l’Isola si rischia che nel giro di pochi anni interi plessi scolastici, si svuotino e chiudano. Un fenomeno che incide direttamente sul sistema educativo di una piccola realtà come Quartucciu e che, unito alla scelta di molte famiglie di iscrivere i figli negli istituti vicini di Cagliari, Selargius e Quartu, sta già svuotando le aule.
Per arginare questo problema, il Comune ha messo in campo una serie di misure pensate per sostenere le famiglie e rendere più competitiva l’offerta scolastica. «Vogliamo impedire che le nostre scuole si svuotino», spiega l’assessora alla pubblica istruzione e alla cultura Elisabetta Contini, sottolineando come «la riduzione delle nascite sia già evidente soprattutto nella scuola dell’infanzia e primaria, con effetti destinati a riflettersi nei prossimi anni anche sulla secondaria di primo grado».
Le misure
Tra gli interventi più significativi figura il taglio delle tariffe del trasporto scolastico, ridotte del 50%, in attesa dei finanziamenti regionali richiesti per l’abbattimento totale dei costi. A questo si affiancano agevolazioni sulla mensa, rimborsi per l’acquisto dei libri di testo, borse di studio e forme di premialità per gli studenti che concludono il ciclo della scuola media. «Garantire il diritto allo studio significa anche alleggerire il peso economico che grava sulle famiglie – spiega l’assessora -. Cerchiamo di rispondere garantendo dei servizi maggiori e venendo incontro alle esigenze e ai costi che devono sostenere le famiglie. Tanti genitori scelgono di iscrivere i propri figli, anche per motivi logistici e lavorativi, in centri più grandi o in scuole private: il problema è che poi tendono a non tornare nelle scuole di Quartucciu».
Oltre la scuola
Il Comune punta inoltre su un ampliamento dell’offerta educativa ed extrascolastica: spettacoli, eventi sportivi, laboratori didattici e il rafforzamento della cinebiblioteca come spazio di crescita culturale e aggregazione. Un’attenzione particolare è rivolta ai servizi di accoglienza e alla richiesta crescente di tempo pieno, oltre al progetto di istituire un nido per i bambini sotto i due anni, capace di attrarre anche utenza dai centri vicini. Un lavoro che procede in sinergia con l’Istituto comprensivo, impegnato da anni su percorsi di continuità tra i diversi ordini di scuola. Gli Open Day di dicembre, che proseguiranno per tutto il mese di gennaio, hanno coinvolto circa trenta famiglie e rappresentano un primo segnale positivo.
RIPRODUZIONE RISERVATA
Questo contenuto è riservato agli utenti abbonati
Per continuare a leggere abbonati o effettua l'accesso se sei già abbonato.
• Accedi agli articoli premium
• Sfoglia il quotidiano da tutti i dispositivi
