Tinnura.

Attende un allaccio Enel da due anni 

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Una storia di “ordinaria” burocrazia infinita vede come protagonista Massimiliano Sanna che da due anni chiede che venga riconosciuto «un diritto sacrosanto».

Nel 2024 Sanna avvia i lavori per la costruzione della sua abitazione a Tinnura e ottiene da E-Distribuzione un allaccio elettrico provvisorio, da cantiere appunto. A inizio 2025, Sanna richiede la trasformazione dell’allaccio in utenza domestica. L’azienda gli indica a marzo interventi e versamento da eseguire. Da quel momento, però, nonostante i numerosi solleciti l’allaccio non viene mai realizzato. «Ho pagato ciò che mi è stato chiesto, ma Enel sostiene di non poter richiamare all’ordine un’impresa che lavora per loro. Devo rivolgermi alla Procura per ottenere un servizio essenziale?». Come se non bastasse, il Comune non può completare il marciapiede davanti alla sua abitazione, perché rischierebbe di doverlo demolire qualora iniziassero i lavori.

E-Distribuzione ammette il ritardo ma precisa: «È un allaccio complesso, che richiede tempi di progettazione e autorizzazione per lo scavo. Secondo le normali tempistiche, la definizione era comunque prevista dopo alcuni mesi dalla richiesta. Ci scusiamo per l’accaduto e stiamo accelerando quanto più possibile i tempi di esecuzione. Terremo puntualmente informato il cliente».

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