Washington. Alta tensione e nuovi scontri a Minneapolis dopo che un agente dell’Ice ha sparato ad un immigrato venezuelano, ferendolo a una gamba, una settimana dopo che un suo collega ha ucciso l’attivista Renée Good in un’operazione per la deportazione degli irregolari. Una escalation che ha indotto Donald Trump a minacciare per l’ennesima volta l’uso dell’Insurrection Act, una legge del 1807 che in condizioni di emergenza conferisce al presidente il potere di schierare a livello nazionale le forze militari contro i cittadini americani e di federalizzare le unità della Guardia Nazionale dei singoli Stati. L’ultima volta fu invocato nel 1992 dall’allora presidente George Bush padre, su richiesta del governatore repubblicano della California, alle prese con rivolte senza precedenti a Los Angeles dopo l’assoluzione dei poliziotti che l’anno precedente avevano picchiato brutalmente Rodney King, un automobilista nero. The Donald ha lanciato il suo avvertimento su Truth: «Se i politici corrotti del Minnesota non rispetteranno la legge e non impediranno agli agitatori professionisti e agli insorti di attaccare i patrioti dell’Ice, che stanno solo cercando di fare il loro lavoro, attiverò l’Insurrection Act, come molti presidenti hanno fatto prima di me, e porrò rapidamente fine a questa farsa che si sta consumando in quello che un tempo era un grande Stato».
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