Alghero non ha tradito: la corsa verso l’Olimpiade di Los Angeles è cominciata ieri premiando con la prima, pesante, dotazione di punti due campioni: Vasco Vilaca e Cassandre Beaugrand hanno vinto la tappa italiana delle World Triathlon Championship Series. I leggeri ma terribili saliscendi del percorso algherese e il caldo hanno reso dure e avvincenti le due gare.
La gara maschile
Emozioni nella gara maschile, con il numero 1 della classifica mondiale e già vincitore della gara di Samarcanda, Vilaca, capace di fare il bis e negarlo al vincitore del 2025, il brasiliano Miguel Hidalgo, che è secondo come due settimane prima in Giappone. Il successo di squadra del Portogallo è completato dal terzo posto di Ricardo Batista e dal settimo João Nuno Batista. «Non potevo sperare in un migliore avvio di stagione», esulta il vincitore. Poca fortuna per i favoriti Matthew Hauser (caduto) e Alex Yee, attardato nel nuoto e poi sfavorito da una caduta davanti a lui in bici.
Buona, nel complesso, la prestazione della giovane squadra azzurra, con il ventunenne Euan De Nigro 17° al debutto e Alessio Crociani 18° dopo essere stato prima sia al termine della frazione di 1500 metri di nuoto, sia dei 40 km in bici. Poi, nei 10 finali di corsa, ha fatto il possibile per chiudere con una lusinghiera Top 20. Ventinovesimo Nicola Azzano.
La gara femminile
Splende ancora l’oro olimpico di Cassandre Beaugrand che regola in un arrivo in volata di livello stratosferico il bronzo di Parigi, la britannica Beth Potter (seconda anche pochi giorni fa a Yokohama) e l’iridata tedesca Lisa Tertsch. La fuoriclasse francese ha dovuto inseguire due volte: la prima dopo una frazione di nuoto che l’aveva vista uscire a oltre mezzo minuto dalle prime (tra le quali l’azzurra Bianca Seregni); la seconda dopo la transizione bici-corsa nella quale aveva ceduto 13” alle rivali. In entrambi i casi, la triatleta di Livry-Gargan, 29 anni compiuti una settimana prima, non ha mai perso la calma, rientrando sulla testa senza sprecare troppe energie. Poi, dopo aver operato una prima selezione nella corsa, con tre sole atlete rimaste in scia, ha atteso gli ultimi metri per piazzare lo sprint che è stato irresistibile per le avversarie.
Giornata poco felice per la nazionale femminile di Matteo Torre: Seregni ha mostrato subito difficoltà a tenere le ruote in bici e si è ritirata nei giri finali. Verena Steinhauser è uscita in ritardo dal nuoto (a oltre mezzo minuto) e ha iniziato la corsa finale con quasi 4’ di distacco dalle prima, chiudendo 26ª a circa 6’.
RIPRODUZIONE RISERVATA
Questo contenuto è riservato agli utenti abbonati
Per continuare a leggere abbonati o effettua l'accesso se sei già abbonato.
• Accedi agli articoli premium
• Sfoglia il quotidiano da tutti i dispositivi
