La sentenza.

Adesca una 14enne sui social poi arriva in città e la stupra: 59enne condannato a 12 anni 

Dopo essersi finto l’amico del fidanzato virtuale aveva violentato la ragazzina in un parcheggio 

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Prima si sarebbe finto molto più giovane sui social e, dopo aver conosciuto e sedotto una 14anne cagliaritana su Facebook, sarebbe volato in città e l’avrebbe fatta piombare in un incubo, fatto di atti persecutori, minacce e – alla fine – l’avrebbe anche stuprata in in un parcheggio tra viale Diaz e viale Bonaria. Il tutto interpretando almeno tre personaggi differenti. Ieri, Antonio Cassa, 59 anni di Monte Sant’Angelo, in provincia di Foggia, è stato condannato a 12 anni di carcere dai giudici della Prima Sezione penale del Tribunale di Cagliari per violenza sessuale, adescamento di minore, atti persecutori e sostituzione di persona.

La vicenda

È una storia che sembra la trama di un film dell’orrore quella contenuta nelle imputazioni mosse dal pubblico ministero Gaetano Porcu nei confronti dell’imputato pugliese, che avrebbe abusato e violentato la ragazzina dal settembre al novembre del 2016. Si parte dall’accusa di «sostituzione di persona» perché l’uomo, all’epoca 49enne, avrebbe ingannato l’adolescente – ma anche gli altri componenti della famiglia della ragazzina – fingendosi molto più giovane e intraprendendo con lei una relazione virtuale a distanza, fatta di chat, messaggi e scambi di fotografie (ovviamente nel suo caso ritraenti altri ragazzi molto più giovani). Da qui anche l'accusa di adescamento di minori, arricchita dal fatto che nel frattempo – sempre stando alle imputazioni – avrebbe iniziato a chiedere alla 14enne delle immagini e dei video a sfondo sessuale. Poi qualche settimana dopo, stando a quanto ipotizzato dal pm Porcu, avrebbe interpretato un altro personaggio, l’amico più grande del fidanzatino virtuale, volando così a Cagliari per incontrare la vittima.

Stalking e stupro

Nel frattempo, contesta la Procura, con la minaccia di diffondere su internet le foto della studentessa che aveva ricevuto in precedenza, l’imputato avrebbe costretto l’adolescente a inviare altri video e altre immagini, ma anche a sottostare alle richieste di sesso virtuale, per poi iniziare a ricevere minacce di morte e offese con numerosi messaggi gravemente degradanti. Ingiurie e intimidazioni che sarebbero toccate anche alla madre e alla sorella della vittima, quando la studentessa, esasperata e ormai in grave stato di ansia, avrebbe chiesto aiuto alla famiglia per uscire dall’incubo. Il terrore, però, si sarebbe materializzato una sera di novembre di dieci anni fa, quando l’uomo – interpretando sempre l’amico più grande dell’inesistente ragazzo – sarebbe volato a Cagliari per incontrare di persona la minore. Dopo una giornata trascorsa assieme, lo accusa il pm, l’avrebbe portata in un’area verde nei pressi dei parcheggi di viale Bonaria e, dopo averle puntato un coltello, l’avrebbe violentata. Nel corso dello stupro, la ragazzina sarebbe stata anche picchiata quando avrebbe cercato di chiedere aiuto.

La condanna

La denuncia è stata presentata nel 2016, ma le indagini complesse si sono chiuse solo nel 2021, quando la Polizia Postale di Cagliari ha ricostruito i contatti ed è risalita a chi ci fosse dietro quei nomi. Il processo si è aperto il 29 novembre 2022 e, ieri mattina, terminata la discussione durante la quale il pubblico ministero Porcu aveva chiesto una pena pesante per l’imputato, il collegio del Tribunale presieduto dalla giudice Lucia Perra (con a latere i colleghi Antonella Useli Bacchitta e Federico Loche) ha condannato Antonio Cassa a 12 anni di carcere. Tra 90 giorni saranno depositate le motivazioni della sentenza, poi la difesa potrà formalizzare l’appello. La vittima e la famiglia si sono costituiti parte civile con gli avvocati Alessandro Melis e Elisabetta Adamo.

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