«In politica tutto è possibile, e non dipende da me, ma non è ciò che auspico. La sua occasione l’ha avuta, ma con le dimissioni l’ha sprecata. Penso sia da considerare un’esperienza chiusa». Valter Piscedda, ex sindaco di Elmas e oggi consigliere regionale del Pd, sembra sancire la fine dell’era dell’alleanza con Maria Laura Orrù a Elmas e quindi dell’ipotesi Campo largo del centrosinistra.
Le dimissioni della sindaca, formalizzate il 2 marzo, hanno innescato una reazione a catena che trasforma la crisi amministrativa in una sfida elettorale. Secondo Piscedda, il tentativo di mediazione del segretario provinciale è stato poco più che un atto formale, poiché la strada era già tracciata: «Efisio De Muru ha esperito un tentativo politicamente corretto nel chiedere alla sindaca il ritiro delle sue dimissioni. Noi a Elmas eravamo quasi certi che non le avrebbe ritirate».
Pd all’attacco
L’esponente Dem descrive la scelta della prima cittadina come un «atto unilaterale calcolato a tavolino per sfruttare il vantaggio elettorale da sindaca uscente e accreditarsi come l’ennesima vittima del Pd». L’accusa di Piscedda è quella di aver utilizzato questa narrazione per «nascondere le troppe cose non fatte in paese e le inefficienze amministrative». Il futuro, per il Partito democratico passa ora attraverso la costruzione di una coalizione ispirata al campo largo regionale, aperta alle forze civiche ma lontana dalla figura della Orrù.
L’altra opposizione
Questa posizione trova una sponda critica nelle parole di Ercolano Massetti, il quale descrive un «malgoverno talmente palese che non c’è bisogno di lavorare per intercettare il malumore dei cittadini». Massetti punta il dito contro la natura della sindaca, rea a suo dire di non essere stata capace di guidare una squadra unita: «Bisogna trovare una persona che non sia un solista ma che sia capace di guidare una squadra unita, e che non abbandoni la barca appena vede entrare qualche goccia d’acqua, come invece ha fatto Orrù». Il riferimento è anche al doppio incarico, con l’invito a scegliere qualcuno che si dedichi al paese «senza privilegiare gli impegni in Regione certamente meglio retribuiti».
“Vecchia politica”
In questo clima di scontro frontale, Silvio Ruggeri offre una lettura più sfumata, riconoscendo alla Giunta uscente il merito di aver provato a scardinare certi meccanismi di potere: «Per onestà intellettuale bisogna ammetterlo, questa legislatura ha segnato finalmente la fine della vecchia politica». Ruggeri fotografa una Elmas divisa tra «chi sostiene questo cambiamento con la Orrù e chi rimane attaccato al vecchio testamento con Piscedda e il gruppo Pd ancora una volta protagonista della rottura».
Verso le urne
Con le dimissioni ormai effettive e l’imminente arrivo dei commissari, la partita si sposta sullo sviluppo del territorio, dai piani di risanamento alla vetrina sulla Statale 130. Gli elettori saranno presto chiamati a scegliere tra la continuità di un progetto interrotto e il ritorno a una guida amministrativa differente, mentre le parole di Piscedda continuano a risuonare come il sigillo definitivo su un’alleanza ormai tramontata.
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