Carbonia.

Abusò della nipote, condannato 

La ragazza ha denunciato lo zio una volta diventata maggiorenne 

Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp

Sette anni di carcere per aver violentato la nipotina, sin da quando aveva circa 13 anni. È la condanna inflitta ieri dal Tribunale di Cagliari nei confronti di un uomo di Carbonia accusato di aver abusato del figlia della sorella con diversi episodi per circa cinque anni. Al termine del processo, il collegio della Prima sezione penale ha ritenuto l’uomo colpevole di varie contestazioni, infliggendo oltre alla condanna anche il divieto di avvicinarsi al luoghi frequentati da minori.

La contestazione

L’imputato era accusato di aver abusato della ragazzina, sfruttando il timore reverenziale della 13enne nei confronti dello zio, per costringerla a subire atti sessuali. Per la Procura l’adolescente sarebbe stata convinta a spogliarsi per essere sottoposta ad un massaggio “shiatsu”, per poi essere palpata in diverse zone del corpo e anche nelle parti intime. Qualche anno dopo, poi, avrebbe afferrato la giovane per un braccio, bloccandola e attirandola a sé, con l’intenzione di farsi toccare. Diventata maggiorenne, infine, la nipote sarebbe stata colpita al volto con una scopa dallo zio, prima di recarsi in caserma e formalizzare le denunce.

Il processo

Chiusa l’indagine preliminare, l’uomo era stato mandato a processo davanti al collegio presieduto dalla giudice Lucia Perra (a i colleghi latere Antonella Useli Bachitta e Federico Loche) accusato oltre che di violenza sessuale aggravata su minore, maltrattamenti e lesioni. Nel corso del dibattimento la giovane si è costituita parete civile con l’avvocata Roberta Cossu, mentre l’imputato è stato assistito dall’avvocato Francesco Cocco Ortu. Il procedimento è andato avanti per diverse udienze, nelle quali sarebbero stati ricostruiti i presunti abusi commessi nei confronti della giovane.

La sentenza

Alla fine la pubblica accusa ha chiesto la condanna dell’imputato, ritenendo provati i presunti abusi. Al termine della camera di consiglio, la presidente Perra ha letto la sentenza che condanna l’uomo a 7 anni di reclusione e al risarcimento della nipote, con il riconoscimento di una provvisionale di 10mila euro. I giudici hanno anche disposto il divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dai minori.

La vicenda

Gli abusi si sarebbero verificati quando la ragazzina era ancora molto giovane, ma la denuncia è arrivata solo una volta compiuti i 18 anni. Fino a quando viveva in famiglia, infatti, non aveva mai avuto il coraggio di parlarne a nessuno, anche per non ferire e provocare un dolore a sua madre (sorella dell’imputato). Quando poi è andata a vivere da sola è riuscita a raccontare l’accaduto al fidanzato e ai carabinieri, facendo così scattare le indagini. Tra 90 giorni saranno depositate le motivazioni della sentenza di primo grado che potrà essere appellata dalla difesa.

RIPRODUZIONE RISERVATA

Questo contenuto è riservato agli utenti abbonati

Per continuare a leggere abbonati o effettua l'accesso se sei già abbonato.

Accedi agli articoli premium

Sfoglia il quotidiano da tutti i dispositivi

Sei già abbonato?
Sottoscrivi
Sottoscrivi