Al di là dei cancelli arrugginiti, non si sentono più le grida di esultanza per un gol ma soltanto il gracchiare delle cornacchie.Il campo sportivo di Sa Forada, in via Monsignor Angioni, in attesa di un progetto di recupero che tarda ad arrivare, è il fantasma di quel che era un tempo.
Abbandonato da anni è completamente alla mercé dei vandali che negli ultimi tempi hanno buttato giù un cancello, la recinzione e dato fuoco alle aiuole. Così il nero della cenere contribuisce a dare all’impianto un aspetto ancora più spettrale.E pensare che qui un tempo era la casa della gloriosa Sant’Elena.Oggi però è un’altra storia. Il calcio è quasi sparito e su otto società in città ne sono rimaste attive appena due, la Ferrini Quartu e il San Francesco entrambe con campi privati. Nell’attesa di vedere pronti lo stadio di Is Arenas e l’impianto di Flumini (che avrà il sintetico) con lavori già affidati.
Le storie
«Sono cresciuto dentro l’impianto di Sa Forada sia come giocatore, sia come allenatore», racconta Enzo De Ruggiero ex mister del Sant’Elena e del San Francesco, «sono andato via quando il campo chiuse perché le tribune furono giudicate inagibili. Abito proprio di fronte all’impianto e vederlo così è una tristezza. Sono entrati i vandali, hanno dato fuoco, divelto la recinzione, è pieno di bottiglie di alcolici». Quello che resta, «è tanta amarezza, per tutti noi ma anche per tutto il quartiere. Anni fa avevamo chiesto di poterlo gestire facendo il sintetico, ma ci era stato risposto di no». Anche Simone Xaxa, allenatore ed ex giocatore, a Sa Forada è cresciuto. «È stato abbandonato ai vandali, c’erano anche degli occupanti negli spogliatoi. Io non riesco a capire: va bene ristrutturare il Velodromo, dove non ci andrà però nessuno, mentre il calcio sparisce perché non ci sono impianti». Antonello Casiddu allenatore dei portieri delle giovanili della Ferrini Cagliari ricorda: «Ero allenatore dei portieri del Sant’Elena e Sa Forada era il nostro fortino. Avevamo il settore giovanile più forte della Sardegna, lì vincemmo il titolo di campioni d’Italia della categoria Juniores. Questo è il periodo più brutto della storia calcistica quartese».
Il recupero
E mentre dal Comune fanno sapere che la riqualificazione si farà come previsto («stiamo aggiornando la progettazione. Ci vorrà un po’ di tempo»), anche il presidente del Comitato dei residenti Mario Sotgiu esprime preoccupazione: «A oggi nessun cantiere è partito, l’impianto è in balia dei vandali e trasformato in discarica. Abbiamo inviato un esposto all’amministrazione per chiedere il cronoprogramma dei lavori finanziati dal Pnrr». E tutti ovviamente aspettano anche la riapertura dello stadio di Is Arenas dove i lavori sono in corso, anche se, sottolinea De Ruggiero, «scegliere il manto erboso significa non poter usare il campo per gli allenamenti, quindi per le società quartesi resterà sempre il problema».
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