Prima il blitz dei carabinieri, poi la bonifica (parziale) compiuta dal Comune. Segnali perentori da parte delle istituzioni, ma chi usa le campagne fra Caput Acquas e Barbusi come abnorme discarica e soprattutto cimitero di auto (e addirittura barche) deve aver dormito comunque sonni tranquilli: una parte di quel cimitero delle vetture, in un fossato, annovera delle new entry. C'è adesso anche un’Opel, la cui scocca è ancora ben riconoscibile ma si teme faccia presto la fine delle decine di auto vicine: date alle fiamme, trasformate in rottami ingialliti.
Proteste vane
Tutto questo con buona pace dei residenti delle frazioni limitrofe (Caput Acquas, Su Strintu s’Axina, Is Perdas) che da anni fanno i conti con gli effetti degli incendi appiccati ai rifiuti e alle macchine: fumo, odori acri, timore che le fiamme non vengano contenute. È una porzione di territorio totalmente perso al controllo quello che si trova nella boscaglia adiacente alle strade che conducono a Caput Acquas. Si è a poche centinaia di metri dalla vecchia stazione delle ferrovie dello Stato, al centro di ripetuti vertici con la Prefettura. Sei mesi fa un’indagine dei carabinieri aveva permesso di smantellare una presunta rete dedita a furti anche di auto poi trovate incendiate proprio nella zona. Poche settimane dopo il Comune aveva dato un segnale importante prelevando una decina di quei veicoli abbandonati, bruciati, a bordo strada o in tracciati demaniali. Però basta inoltrarsi in un sentiero sterrato, superare i cespugli per scoprire che lo scempio si è arricchito di nuovi “pezzi da collezione”: nelle scorse settimane è stata abbandonata un’Opel, a pochi metri da un’imbarcazione e da altre vetture già bruciate. E fra i cespugli si notano anche altri cumuli di rifiuti che mesi fa, durante il blitz, non c’erano.
Le competenze
Il Comune, in attesa di definire le proprietà (i terreni potrebbero essere di privati cittadini o di altri enti) non aveva potuto estendere l’intervento che aveva invece eseguito poche decine di metri prima: «Qualcuno ne ha approfittato – accusa Valerio Uras, un residente – continuando a lasciare di tutto e alimentando una bomba ecologica: osiamo scommettere che verrà bruciata anche la nuova macchina abbandonata». È una devastazione, la cui bonifica potrebbe costare decine di migliaia di euro: riguarda sia il fossato che continua a venire “alimentato”, sia lo stradello asfaltato che da Su Strintu S’Axina porta a Caput Acquas: invece che una rilassante passeggiata fra i profumi della campagna, è un tour fra ammassi di rifiuti di decine di metri quadrati. Di recente il Comune ha fatto sapere che è in dirittura d’arrivo il progetto (già finanziato con 500 mila euro) per la bonifica di alcuni principali punti. «Ben venga – afferma Marinella Secci, altra residente - ma qui le regole sono state azzerate da tempo».
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